Professionisti della salute in rivolta, battaglia per difesa SSN sotto accusa la manovra
Professionisti della salute – Oggi, presso l’Hotel La Rosetta di Perugia, si è tenuta una conferenza stampa che ha segnato l’inizio di una battaglia per il cambiamento nel sistema sanitario nazionale. Cisl Medici Umbria, insieme ad AAROI-EMAC, FASSID e FVM, ha illustrato i motivi dello sciopero nazionale dei Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari del Servizio Sanitario Nazionale contro la legge di bilancio, accusata di favorire gli evasori e mettere a rischio il diritto alla cura e la tutela della salute.
La conferenza ha evidenziato diverse criticità, tra cui la mancata applicazione del contratto nazionale, gli attacchi alle pensioni, il riordino della rete ospedaliera e le scarse risorse destinate al servizio sanitario pubblico. Questi fattori hanno determinato una fuga verso il privato, sia da parte dei pazienti che dei professionisti del settore sanitario, alla ricerca di maggiore gratificazione economica.

Tullo Ostilio Moschini, segretario regionale generale Cisl Medici Umbria, ha dichiarato: “I professionisti non si sentono valorizzati e vengono mortificati nel loro lavoro. Il sistema non si regge più, dalle liste d’attesa infinite alle mancate risorse. Vogliamo tutelare il sistema pubblico o no? Oggi apriamo una battaglia sul miglioramento perché non siamo messi in condizione di lavorare in un ambiente adeguato. O si cambia o andiamo a casa”.
Giovanni Lovaglio, della Federazione Veterinari Medici e Dirigenti Sanitari, ha sottolineato: “Inflazione galoppante, potere d’acquisto leso, il tetto del personale che porta all’esodo dei colleghi. L’attacco alle pensioni è un danno gravissimo anche per chi rientrava nei parametri della legge Fornero. Si riflette a livello locale, dove soffriamo la mancata uscita del Piano sanitario regionale. Le risorse per la prevenzione sono ancora insufficienti, e se non si investe in prevenzione, l’effetto è portare la gente a rivolgersi al privato”.
Alvaro Chianella, dell’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani – Emergenza Area Critica, ha affermato: “L’azione di protesta è una scelta estrema ma inevitabile. Il contratto scaduto e l’attacco alle pensioni creano un grande malessere. Non escludiamo altre iniziative”.
Roberto Ferranti, della Federazione Aipac Aupi Simet Sinafo Snr Dirigenti, ha concluso: “Il personale sanitario è costantemente sotto organico, blocco delle assunzioni, mancate risorse. Si tratta di scegliere se mantenere un servizio universalistico e solidale oppure far crollare la sanità pubblica”.
In un contesto di crescente preoccupazione per il futuro del sistema sanitario, i professionisti della salute si mobilitano per difendere i diritti dei cittadini e migliorare le condizioni di lavoro. La questione resta aperta, e il destino della sanità pubblica pende su un filo sottile.

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