Prezzi generi alimentari su quasi del 4 per cento a Perugia, che fare?

La relazione dell'Unione Nazionale Consumatori, su dati Istat, ha stilato la classifica delle regioni

 
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Città più care

Prezzi generi alimentari su quasi del 4 per cento a Perugia, che fare?

Depositato un ordine del giorno da parte dei Gruppi di centro sinistra a Palazzo dei Priori Partito Democratico, Idee Persone Perugia e Rete Civica Giubilei avente ad oggetto “Misure di contrasto all’aumento dei prezzi a Perugia sui beni di prima necessità”.

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La relazione dell’Unione Nazionale Consumatori, su dati Istat, ha stilato la classifica delle regioni con i maggiori rincari in riferimento ai prodotti alimentari, da cui si evince come l’Umbria sia la seconda regione italiana, dopo il Friuli Venezia Giulia e a pari merito con la Liguria, mentre Perugia, quanto alle città, figuri alla nona posizione.

Il fatto che il capoluogo umbro sia tra le dieci città italiane più care in tempo di coronavirus lo afferma anche l’Ufficio di rilevazione dei prezzi del Comune di Perugia, che ha stimato che ad aprile i prezzi sono cresciuti in media dello 0,6 per cento. Nello specifico, a trainare questo preoccupante rialzo è stato il prezzo dei generi alimentari, che a Perugia ha sfiorato il più 4 per cento.

E’ quanto mai urgente e necessario muoversi con sollecitudine per controllare ed arginare gli aumenti dei prezzi su beni di primi necessità in questa fase pandemica: se in un primo momento i rincari riguardavano mascherine e prodotti igienizzanti, ora invece stanno interessando anche beni di prima necessità, compresi i generi alimentari.

Tutto ciò sta comportando un grave danno alle famiglie e a tutti i cittadini, già in evidente difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria ancora in corso, e alle prese con una crisi che è già economica e sociale. Necessitano accordi con la grande distribuzione, i piccoli venditori e tutte le realtà economiche legate alla filiera dei prodotti alimentari e della loro distribuzione, in quanto la fase due, quella della ripartenza, non può certo essere all’insegna dell’aumento dei prezzi.

Con questo atto, chiediamo pertanto a Sindaco e Giunta di mettere in campo tutte le misure volte ad evitare un grave impatto negativo sulla vita quotidiana delle famiglie, segnate da un punto di vista anzitutto economico; di prevedere e realizzare accordi con la grande distribuzione, i piccoli venditori e tutte le realtà economiche legate alla filiera dei prodotti alimentari e della loro distribuzione; di intercedere presso la Regione Umbria affinché venga convocato l’osservatorio regionale sui prezzi.

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