Seminario a Molino Silla ad Amelia con il noto esperto USA
Un confronto diretto e senza filtri sulle dipendenze ha animato la mattinata alla Comunità Incontro ETS, dove Kevin A. Sabet, figura di riferimento mondiale nelle politiche antidroga, ha portato la sua esperienza maturata in oltre vent’anni di attività tra accademia, istituzioni e organismi internazionali. A Molino Silla, ad Amelia, l’esperto statunitense ha incontrato ospiti e operatori della struttura, offrendo una lettura ampia e documentata dei rischi legati alla legalizzazione della marijuana e delle sostanze considerate erroneamente “leggere”.
L’esperto USA e il confronto con la realtà italiana
Accolto dal direttivo della Comunità Incontro e dal capo struttura Giampaolo Nicolasi, Sabet è arrivato insieme a Elisabetta Simeoni, Direttrice dell’Ufficio tecnico scientifico del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio. Il seminario, moderato da Martina Nicolasi, ha coinvolto i ragazzi impegnati nel percorso di recupero e l’intero staff multidisciplinare, creando un dialogo intenso e partecipato. Sabet, definito da NBC News il “prodigio della politica antidroga”, ha ricostruito con precisione l’evoluzione delle politiche statunitensi, sottolineando come la liberalizzazione della marijuana abbia prodotto effetti sanitari e sociali sottovalutati, soprattutto tra i più giovani. Ha evidenziato come la narrazione pubblica tenda spesso a minimizzare i rischi, mentre i dati raccolti negli USA mostrano un aumento delle dipendenze, dei disturbi psichiatrici e degli incidenti correlati all’uso di cannabis ad alta concentrazione.
Il contributo della Comunità Incontro e l’esperienza nei territori difficili
Durante il confronto, la Comunità Incontro ha portato testimonianze dirette maturate nei propri centri all’estero, in Paesi come Bolivia e Costa Rica, dove la fragilità sociale e la presenza di traffici illegali rendono ancora più evidente la necessità di un approccio rigoroso e multidisciplinare. Un contributo che ha arricchito il dibattito, mostrando come la lotta alle dipendenze richieda strumenti culturali, terapeutici e comunitari capaci di adattarsi ai diversi contesti.
Un percorso internazionale tra Casa Bianca, ONU e accademia
La carriera di Sabet rappresenta un unicum nel panorama internazionale. È stato l’unico esperto nominato sia da amministrazioni repubblicane che democratiche, collaborando con le presidenze Clinton, Bush e Obama nell’Ufficio per le Politiche Nazionali di Controllo sulle Droghe della Casa Bianca. Un ruolo che gli ha permesso di sviluppare una visione globale, poi messa al servizio delle Nazioni Unite e di numerosi governi. Oggi è professore associato alla Yale University e dirige il Drug Policy Institute dell’Università della Florida. Come Presidente e CEO di Smart Approaches to Marijuana, promuove un modello di politica sulla cannabis centrato sulla salute pubblica, lontano dalle logiche commerciali che, secondo Sabet, stanno condizionando il dibattito internazionale.
L’apprezzamento per il modello italiano delle comunità terapeutiche
Nel corso del seminario, Sabet ha ribadito la sua stima per il sistema italiano di cura e recupero dalle dipendenze, definendo la rete delle comunità terapeutiche un esempio di integrazione virtuosa tra pubblico e privato. Ha sottolineato come l’approccio italiano, fondato su percorsi personalizzati, supporto psicologico e reinserimento sociale, rappresenti un modello riconosciuto anche all’estero per efficacia e solidità culturale. Un riconoscimento che valorizza il lavoro quotidiano della Comunità Incontro ETS, impegnata da decenni nel sostegno alle persone fragili e nella diffusione di una cultura della prevenzione basata su evidenze scientifiche e responsabilità sociale.

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