Forum nazionale a Perugia, nuove generazioni al centro
La prima giornata degli Stati Generali dell’Immigrazione ha trasformato l’Aula Magna di Palazzo Gallenga in un crocevia di idee e prospettive. L’iniziativa, promossa da CoNNGI, IDEM Network, OIM, Nuovi Profili e sostenuta dall’Università per Stranieri di Perugia insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha visto la partecipazione di centinaia di giovani, studiosi e rappresentanti istituzionali.
Il professor Paolo Morozzo della Rocca, docente di diritto privato e direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali Internazionali, ha aperto i lavori sottolineando come l’immigrazione rappresenti un banco di prova decisivo per la democrazia. Ha richiamato l’urgenza di costruire una società pluralista e coesa, capace di accogliere e valorizzare le nuove generazioni che già oggi definiscono il volto dell’Italia.
La sindaca Vittoria Ferdinandi, citando le parole del Presidente Mattarella, ha ribadito che “qui nessuno è straniero”. A seguire, gli interventi di Salvatore Sortino (OIM), Antonio Capone (Sviluppo Lavoro Italia), Noura Ghazoui e Si Mohamed Kaabour hanno evidenziato il valore simbolico e pratico dell’incontro, sottolineando la necessità di canali sicuri e regolari di mobilità e di un concetto di cittadinanza inteso come identità e appartenenza.
La giornata ha visto alternarsi figure istituzionali come Stefania Congia e Agostino Petrangeli, insieme a numerosi esperti e associazioni. L’evento si è configurato come un vero laboratorio nazionale, destinato a diventare appuntamento stabile. La vicepresidente di CoNNGI Presalba Lala ha rimarcato la volontà delle nuove generazioni di non limitarsi a chiedere ascolto, ma di assumere un ruolo attivo nella definizione delle politiche.
Il dibattito conclusivo ha aperto la prospettiva di una rete permanente dedicata all’immigrazione, con l’obiettivo di elaborare un manifesto condiviso e nuove linee di azione. L’iniziativa si propone come forum culturale e sociale, dove la complessità migratoria non viene ridotta a slogan ma affrontata come sfida che misura la qualità democratica del Paese.
In questo contesto, l’immigrazione emerge non solo come tema politico e giuridico, ma come orizzonte etico e sociale, capace di ridefinire il futuro dell’Italia. I giovani, protagonisti del cambiamento, hanno mostrato di credere nel dialogo e nella costruzione di una società più giusta, inclusiva e lungimirante.

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