L’Umbria perde 36 mila abitanti in 10 anni, calo anche le Città

 
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L’Umbria perde 36 mila abitanti in 10 anni, calo anche le Città

L’Umbria perde 36 mila abitanti in 10 anni, calo anche le Città

L’Umbria passa dai 906mila abitanti del 2010, agli 870.165 del 2020. La perdita demografica, analizzando la provincia di Perugia, non riguarda solo le zone interne, ma coinvolge, seppure in maniera minore, anche le città più grandi. Infatti nel confronto 2010-2020 Perugia passa da 168.969 abitanti agli attuali 166.969, Foligno da 58.162 a 56.935, Città di Castello da 40.657 a 39.162 e Spoleto da 39.574 a 37.672. I comuni delle zone interne da Scheggia a Costacciaro a Preci perdono molto di più, attorno al 15% in 10anni.

Inoltre, c’è da sottolineare che il calo demografico è concentrato soprattutto nell’ultimo periodo. Basti pensare che l’Umbria ha perso 11mila abitanti nel 2018, in un solo anno.
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Questo dato ci sembra del tutto sottovalutato anche perché i residenti reali, soprattutto nelle zone interne, sono ancora di meno di quelli che risultano all’anagrafe. Infatti molte persone, soprattutto giovani, risultano residenti ma in realtà operano e lavorano da tempo fuori regione.

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Quindi l’allarme demografico è più consistente di quanto appare. Inoltre, siamo la terza regione per età media (ben oltre i 47 anni). E questo è solo l’inizio di un piano inclinato in una regione che sta andando oltre il declino verso una vera e propria depressione. In questo contesto la cosa peggiore è fare finta di nulla come ha fatto la giunta regionale che nel DEFR ignora del tutto il tema del cambiamento demografico.


Questo tema va invece affrontato attraverso una nuova alleanza intergenerazionale che, nel dare sollievo agli anziani, che costituiscono il 26% della popolazione, crei occasione di lavoro per i giovani. In sintesi un nuovo welfare può costituire un freno allo spopolamento e un’occasione di sviluppo per l’Umbria.

Nelle zone interne della fascia appenninica e nei centri storici delle città a partire da PERUGIA le persone ultra 65 enni sono ben oltre il 30% della popolazione totale. Quindi sostenere la residenzialità degli anziani nelle oro realtà costituisce un freno al processo di riduzione demografica in atto.

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