La foto con la frase di Christopher Meucci fa il giro del Mondo

La foto con la frase di Christopher Meucci fa il giro del Mondo

Ha fatto tutto da solo durante una partita di calcio. La sua mamma e il suo papà orgogliosissimi di lui, al punto da pubblicare la sua foto sui social. E’ diventato virale lo scatto fotografico di Christopher Meucci, un bambino di 12 anni, che durante una partita di calcio della U.S. Pelago, si è fatto immortalare con una scritta nera su una maglietta dallo fondo bianco: “Sopra le teste dei bambini devono volare i palloni, non le bombe”. Nella foto si vede Christopher che solleva la maglietta verde della squadra per far vedere ciò che aveva scritto.

Christopher è di Pontassieve, in provincia di Firenze, e ha approfittato di quel giorno per lanciare un appello, un messaggio che è diventato virale. I genitori Claudia Elena e Max Meucci mai avrebbero immaginato che diventasse così virale.

Un’idea sua, un pensiero nato da lui: “Giorni fa – racconta il papà Max Meucci – ci ha chiesto una maglietta bianca per poter scrive la frase. Mia moglie ha pubblicato sul profilo Facebook la foto e in un attimo ha fatto il giro del mondo, non si pensava che avesse così tante visualizzazioni, circa 10mila in 5 giorni. Fa molto piacere soprattutto in questo periodo”.

La mamma aveva anche commentato scrivendo: “Sei di una sensibilità unica, da piccolino sei sempre stato attento ai bisogni dei più deboli, dei più piccoli…bravissimo orgogliosissima di te“.

La foto del bambino è arrivata anche a noi di Umbria Journal. E’ talmente bella, con un messaggio così forte, che abbiamo deciso di utilizzarla in un nostro articolo, su Trasimeno oggi, scritto dall’insegnate Sara Sportoletti: “Scuola dell’Infanzia di Sant’Arcangelo, studenti contro la guerra”. E’ stato proprio lì che il padre l’ha vista scrivendoci: “Il ragazzo nella foto è mio figlio si chiama Christopher Meucci (ha 12 anni). La frase l’ha scritta lui è l’ha riportata sulla maglietta. Ha immensamente piacere che sia arrivata a così tanta gente. È spera che possa servire per farci riflettere tutti. Vi ringraziamo è vi mandiamo i nostri più cari saluti”. Max Meucci, che è anche papà di altri due ragazzi più grandi di Christopher, dopo aver commentato l’articolo, si è messo in contatto con noi, raccontandoci com’erano andate le cose. /Morena Zingales


1 Commento

  1. Ed io aggiungo:” non devono avere la tessera della segregazione” per seguitare a vivere una NORMALE esistenza. Ah già dimenticavo, quella c’è solo nel nostro liberissimo, democraticissimo, inclusivissimo, arcobalenissimo ex Bel Paese.

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