E’ allarme, aumentano i costi occulti nei conti correnti dei consumatori

 
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Nel 2018 crollano i consumi in Umbria, secondo i dati dell’ISTAT

E’ allarme, aumentano i costi occulti nei conti correnti dei consumatori

E' allarme, aumentano i costi occulti nei conti correnti dei consumatori
Isabella Giasprini

Avv. Isabella Giasprini,
(Dirigente Provinciale “Unione Nazionale Consumatori” Umbria) 
Sempre più frequentemente, i consumatori sottovalutano l’incidenza dei costi presenti nel proprio conto corrente bancarioche spesso sono “occulti” e che diventano sempre più copiosi, essendo lievitati, addirittura, del 6,7% negli ultimi anni. Una buona abitudine a tal riguardo, ad esempio, è quella di monitorare“l’Indicatore Sintetico di Costo” (ISC), del quale il correntista, viene notiziato nell’informativa periodica al termine dell’anno e che consente di conteggiare e verificare il costo totale di gestione del proprio conto correntecon l’indicazione di ogni commissione ascritta al consumatore per le operazioni effettuate.

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Numerose voci di costi, prive dell’adeguata e congrua trasparenza, concernono, ad esempio, il prelievo allo sportello, l’uso del libretto degli assegni o della carta di credito, la richiesta allo sportello della “lista movimenti”, l’effettuazione di bonifici mediante operatore o la spedizione di missive in format cartaceo. A tal riguardo, invero, sarebbe opportuno che il consumatore richiedesse appositamente all’Istituto di credito dii riferimento, che tutte le comunicazioni all’uopo necessarie, siano inviate in format telematico mediante la propria casella di posta elettronica, di guisa che i relativi costi di spedizione vengano azzerati.

L’istituto di credito ha il puntuale dovere di notiziare

L’istituto di credito ha il puntuale dovere di notiziare il correntista per iscritto nell’arco temporale di 60 giorni prima di applicare una qualsivoglia modifica delle condizioni contrattuali per consentire al cliente di effettuare, eventualmente, la legittima scelta di cambiare banca, nell’ipotesi, tutt’altro che remota, in cui tali mutamenti non siano condivisibili.

Qualora il consumatore non volesse accettare le nuove condizioni contrattuali, invero, ha pieno diritto di recedere dal contratto entro il termine all’uopo pattuitosenza l’addebito di alcun onere di spesa.

Giova evidenziare che nell’eventualità di un contenzioso con la banca, concernente la gestione di costi e spese, la modalità di risoluzione extragiudiziale più congrua ed efficace, si rivela quella dell’Arbitro Bancario Finanziario.

Il consumatore dovrà indirizzare al relativo Istituto

In tale ipotesi, il consumatore dovrà indirizzare al relativo Istituto di credito un reclamo e, qualora quest’ultimo entro il termine 30 giorni non fornisca un riscontro o questi non sia esaustivo, potrà instaurarsi la procedura stragiudiziale de qua. Il cliente della banca potrà dare avvio ad una procedura “online” indirizzata all’ABF e, quest’ultimo, dovrà prendere contatti con la banca, la quale entro il termine di 45 giorni, dovrà fornire risposta motivata ed entro 60 giorni da quest’ultima, l’ABF si pronuncerà sulla questione.

Il consumatore, pertanto, è attualmente dotato di un valido strumento atto a dirimere eventuali controversie stragiudiziali, ma prima di adire tale sistema, è consigliabile che sia sempre accorto e vigile nel monitorare tutti i costi che vengono allo stesso illegittimamente addebitati nel proprio conto corrente.

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