25 aprile non è Pacificazione, 25 aprile è Liberazione, critiche a Valter Biscotti 🔴 il video

 
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25 aprile non è Pacificazione, 25 aprile è Liberazione, critiche a Valter Biscotti

25 aprile non è Pacificazione, 25 aprile è Liberazione, critiche a Valter Biscotti 🔴 il video

 

Nota stampa a firma dei Gruppi consiliari di centro sinistra a Palazzo dei Priori Partito Democratico, Idee Persone Perugia e Rete Civica Giubilei, e del Capogruppo del Pd alla Regione Umbria Tommaso Bori. Bisognerebbe spiegare a Valter Biscotti, avvocato prestato alla storia, ma di cui dimostra di non saperne molto, che il 25 aprile 1945 non è stato né pacificazione, né conciliazione, né compromesso. Il 25 aprile è Liberazione.

Bisognerebbe spiegare al neopresidente dell’Isuc, un Isuc molto lontano da come l’avevano immaginato e voluto Fiorella Bartoccini, Raffaele Rossi, e Mario Tosti, che la storia non ha padroni, né governanti, che non accetta ignoranza, né provocazioni.

E invece, il chiaro tentativo di riscrivere la nostra storia si è manifestato proprio in occasione della data più importante e significativa del ‘900 italiano, il 25 aprile 1945, giorno della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista.

È proprio in occasione infatti del 25 aprile che la nuova gestione dell’Istituto per la Storia dell’Umbria contemporanea ha organizzato un’iniziativa a metà strada tra la provocazione politica e la strumentalizzazione della storia, scegliendo di celebrare la cosiddetta “Pacificazione di Perugia”, un tentativo di riconciliazione tra giovani comunisti ed ex fascisti, che si recarono insieme a deporre una corona d’alloro ai caduti nel Cimitero di Monteluce.

Qualcuno spieghi al nuovo arrivato Biscotti che il tentativo di mettere tutti e tutto sullo stesso piano, di dimostrare che tutti furono insieme carnefici e vittime, di rivalutare i repubblichini, tutto sommato alla stregua dei partigiani, è un tentativo forzato e grottesco, ridicolo e inaccettabile: il 25 aprile non si celebrano i caduti della guerra, ma la sconfitta definitiva del fascismo.

Non possiamo cedere, né credere, a questo sentimento di pacificazione fasullo: al contrario ricordare che i partigiani e i repubblichini furono persone tra loro distanti, con ideologie diametralmente opposte, e che combattevano per due visioni del mondo totalmente diverse, è l’unico modo per garantire oggi la libertà conquistata ieri, e che non può essere messa in discussione domani.

Quando si invita alla memoria, a non dimenticare, si intende anche questo.

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