Umbria, parere contrario al Piano nazionale sull’aria

Umbria, parere contrario al Piano nazionale sull’aria

Respinte le richieste su Terni e caldaie domestiche

La Regione Umbria ha espresso parere negativo allo schema del Piano di azione per il miglioramento della qualità dell’aria, previsto dal decreto legge n. 131 del 16 settembre 2024, in discussione alla Conferenza Stato-Regioni del 19 giugno. La decisione è motivata dalla mancata accoglienza delle osservazioni trasmesse dall’assessorato regionale all’ambiente, in particolare sul tema delle risorse e delle specificità territoriali.

La Regione aveva chiesto misure economiche dedicate per quei territori, come l’Umbria, che pur non essendo più soggetti a procedure d’infrazione europea, continuano a presentare criticità strutturali tali da esporli a nuovi procedimenti. Tali richieste non sono state considerate nella versione attuale del Piano.

Particolare attenzione era stata posta sul caso della città di Terni, che presenta livelli di concentrazione di nichel tra i più elevati in Europa. Le richieste di interventi specifici per la riduzione delle emissioni industriali e il rispetto dei limiti per i metalli pesanti non sono state accolte.

Anche sul fronte del riscaldamento civile, la Regione ha rilevato l’assenza di incentivi per sostituire impianti a biomassa obsoleti nei Comuni interessati da infrazioni o superamenti cronici dei limiti di PM10. La questione, già più volte sollevata in sede legislativa, non ha trovato risposta nel Piano.

Infine, viene segnalata la persistente assenza di un adeguato quadro finanziario, ostacolo per l’attuazione concreta delle misure previste, come già rilevato da organi tecnici dello Stato.

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