Covid, ex sindaco di Umbertide, Marco Locchi, prenota il vaccino in Toscana: “Ci sono molti posti liberi”

Covid, ex sindaco di Umbertide, Marco Locchi, prenota il vaccino in Toscana: “Ci sono molti posti liberi”

Mentre l’assessore alla sanità umbra, Luca Coletto, annuncia l’avvio delle prenotazioni al vaccino anti covid per persone di età compresa tra 40 e 69 anni, c’è qualche umbro che prenota nella vicina Regione Toscana. A farlo è stato l’ex sindaco di Umbertide, Marco Locchi, che contattato telefonicamente dalla nostra redazione, ha confermato di aver “prenotato il vaccino fuori regione, in Toscana“. E lo stesso ha fatto un suo amico, sempre di Umbertide.

Questa è la conferma di quanto anticipato ieri dal sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta: “Mentre in Italia si parla di iniziare a coinvolgere i 40enni, in Umbria non risulta essere neanche partita la somministrazione dei sieri anti Covid-19 alla fascia di età 60-69 anni, che attualmente nemmeno si possono prenotare”. “Desta per questo sconcerto e sa di beffa il fatto che alcune persone di Città di Castello mi abbiano segnalato di aver effettuato il vaccino in terra Toscana, nella vicina Sansepolcro e in altre città limitrofe al confine con l’Umbria, perché sembra che vi siano dosi in quantità superiore al fabbisogno attuale dei residenti in quei territori”, sottolinea Bacchetta, nel rivolgere “un ulteriore appello alla Regione Umbria perché questa situazione della vaccinazione si risolva”. “La nostra solidarietà – prosegue il sindaco – va agli operatori sanitari che con grande abnegazione lavorano nei centri vaccinali della nostra città, pronti a offrire la loro prestazione professionale, ma in ovvia e incolpevole difficoltà se mancano i sieri”.

“Apriremo le prenotazioni a tutte le categorie prenotabili. Certo è che non posso somministrare dosi che non ho” – annuncia l’assessore alla sanità, Luca Coletto. 

La vaccinazione degli umbri in Toscana ha scatenato la protesta del capogruppo regionale del Pd toscano, Ceccarelli che ha detto: “Sorprende sapere dal sindaco di Città di Castello, che i cittadini umbri vengono in Toscana a vaccinarsi a causa delle carenze nell’organizzazione della sanità umbra, ma credo che il bene primario che dobbiamo tutelare a livello nazionale sia il raggiungimento degli obiettivi individuati dal Governo per giungere al più presto alla cosiddetta immunità di gregge. Da un lato – prosegue Ceccarelli – mi preme esprimere la soddisfazione per la risposta che il nostro sistema sanitario sta dando ai toscani e non; dall’altro, però, mi sembra giusto sottolineare che ai cittadini umbri chiediamo il pieno rispetto delle regole fissate dall’ordinanza del generale Figliuolo, nella quale si dispone che i cittadini di una regione possono essere vaccinati anche in altri territori regionali, ma solo nel caso in cui abbiamo un lavoro continuativo o il loro domicilio nella regione in cui fanno il vaccino. In questo senso – conclude Ceccarelli – chiederei all’Asl competente di porre in essere i necessari controlli e allo stesso tempo ci aspettiamo che la regione Umbria si allinei alla Toscana, al fine di con- sentire ai propri cittadini di non doversi spostare in Toscana”.

“Quelli della Toscana non chiedono niente, io mi ero inserito come riservista a Sansepolcro e adesso ho provato a prenotare nei luoghi dove c’erano ancora spazi e ce ne sono molti libero dell’età mia (63 anni)” – ha detto l’ex sindaco di Umbertide Marco Locchi. “Ho provato a vedere anche con il Lazio, ma il sistema mi ha gettato fuori perché non riconosceva la mia tessera sanitaria. Adesso volevo provare con l’Emilia Romagna, mi sembra proprio strano – ha concluso Locchi – che quelli della Toscana hanno aperto a tutti”.

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