Covid, Pani (ex Aifa), fermare AstraZeneca errore e si doveva ammettere

 
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Covid, Pani (ex Aifa), fermare AstraZeneca errore e si doveva ammettere

‘Non c’era bisogno di tutto questo, si è mantenuta narrazione che non condivido alimentando sfiducia’. “Draghi sempre preparato meno che su Ema e AstraZeneca. Quando dice ‘non mi ricordo il linguaggio esattamente utilizzato’, era questo: ‘Vaccine’s benefits currently still outweigh risks'”. Firmato “Ema, 11 marzo 2021. E’ stato un errore fermare le vaccinazioni. Punto“. Dopo le parole pronunciate ieri dal premier italiano per chiarire le dinamiche che hanno portato a fermare temporaneamente e in via precauzionale l’uso del vaccino anti-Covid di AstraZeneca, in attesa dell’esito dell’analisi dell’Agenzia europea del farmaco Ema sulle segnalazioni arrivate, Luca Pani, ex direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa, ribadisce il suo pensiero in un tweet. E all’Adnkronos Salute spiega: “Il concetto è semplice. Bisognava ammettere l’errore e sarebbe stato meglio”.

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Per l’esperto, che oggi è negli Usa dove insegna alla University of Miami, andava detto questo. “Perché chi aveva dei dubbi così continua ad averli. Per esempio – racconta – mi stanno arrivando messaggi di persone che dicono che non si vaccinano. Ovviamente io non conosco i numeri reali e mi auguro che non ci siano rinunce. Ma non c’era bisogno di tutto questo, è evidente che si è deciso di mantenere una narrativa che personalmente non condivido”. Draghi ha rivendicato la correttezza della decisione presa, argomentando sul fatto che l’Ema aveva detto sì di continuare, ma di volersi prendere un po’ di tempo per le sue valutazioni. “L’Ema – obietta Pani – ha sempre detto: continuate a vaccinare mentre facciamo le analisi. Ha sempre ripetuto che i benefici del vaccino superano di gran lunga i rischi. Quindi non ci si doveva fermare”.

  • ‘Non è finita ancora, fare di tutto per avere i vaccini in fretta’

Per Pani “bisognava chiedere agli inglesi, perché avevano già 10 milioni di vaccinati con AstraZeneca e, a quanto pare, stanno riuscendo grazie alla campagna massiva messa in campo a contenere bene” Covid-19 e il suo impatto su ricoveri e morti. “Ho visto dati e notizie positive”, dice. In Gb si è potuto fare “perché avevano a disposizione i vaccini necessari per riuscire a incidere”, aggiunge l’ex Dg Aifa, che non ha trovato fuori luogo neanche la logica che ha guidato i britannici nella scelta di dare una prima dose di vaccino a quante più persone possibile, rompendo gli schemi a due dosi. “Se ci sono dati si può fare – osserva – Se ci si trova in condizioni emergenziali, un po’ bisogna cercare di adattare le regole, senza però inficiare la sicurezza. La mia unica battuta finale, e mi scuso se non è ottimista, è che non è ancora finita questa cosa. Bisogna far di tutto per avere i vaccini in fretta”.

  • Sputnik prima di Ema, in teoria l’Aifa può farlo per emergenza nazionale’

Fare in fretta con i vaccini anti-Covid anche con il russo Sputnik V? “Questo non lo so – risponde Pani – perché dovrà passare attraverso l’analisi dell’Ema”.

Ma l’Italia potrebbe muoversi da sé, attraverso l’Aifa? Da un punto di vista tecnico “l’Aifa può fare quel che vuole invocando l’emergenza nazionale”, conclude l’ex Dg dell’Agenzia italiana del farmaco, citando il decreto legislativo 219 del 2006, che contempla questa via.

(Lus/Adnkronos Salute)

 

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