Coronavirus, Bori (PD), Branca, non mettere a rischio centro fibrosi cistica

 
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Coronavirus, Bori (PD), Branca, non mettere a rischio centro fibrosi cistica

Coronavirus, Bori (PD), Branca, non mettere a rischio centro fibrosi cistica

“L’opzione di scegliere l’ospedale di Gubbio–Gualdo per ospitare gli i pazienti Covid-19 con sintomi gravi lascia qualche perplessità, alla luce dell’esistenza, in quella struttura, del Centro Regionale per la Fibrosi Cistica: una patologia assolutamente non compatibile con l’eventuale accoglienza di pazienti affetti da Coronavirus”. Così il capogruppo del Partito democratico, Tommaso Bori che annuncia un’interrogazione a risposta scritta indirizzata all’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto. “Per le persone affette da fibrosi cistica – spiega Bori – l’attuale epidemia da Covid-19 costituisce un rischio enorme.

Ogni scelta andrà quindi attentamente ponderata, di concerto con i sindaci e le istituzioni locali che dovranno essere sempre consultati. Fondamentale dunque ogni mossa, per andare verso la risoluzione di questa terribile emergenza sanitaria, ma anche per non smontare una vera eccellenza del nostro sistema sanitario regionale”.

“Il Centro regionale di riferimento per la fibrosi cistica – prosegue Bori – è stato istituito a Branca a marzo 2008 ed ha funzioni, tra le altre, di diagnosi, terapia e assistenza e prevenzione della malattia. Va ricordato, inoltre, che la Lega italiana fibrosi cistica insieme agli operatori sanitari, ha predisposto un ‘Nuovo modello assistenziale per la Fibrosi cistica in Umbria’ dove si propone l’attivazione di una rete di assistenza regionale integrata. La proposta è stata poi recepita dalla Regione e ora va solo attuata”.

“In questo senso – conclude Bori – nel puro spirito propositivo che ci ha contraddistinto in questa fase, formulo l’auspicio che venga convocato un tavolo tecnico permanente con i vari attori del mondo della Fibrosi cistica, al fine di proporre aggiornamenti a nuovo modello e definire i percorsi diagnostico terapeutici, dalla presa in carico del paziente alla valutazione dei bisogni semplici e complessi, in coerenza con l’evoluzione scientifica”

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