Speed care,[video] nuovo modello per i pazienti oncologici

Speed care, nuovo modello per i pazienti oncologici

L’Usl Umbria 1 avvia un percorso innovativo di cura

Presentato a Perugia il progetto “Speed Care”, percorso alternativo rivolto ai pazienti oncologici in trattamento con farmaci a rapida somministrazione. L’iniziativa, illustrata presso la sede di via Guerra dall’Usl Umbria 1, intende migliorare la qualità della cura, ridurre i tempi di attesa e accrescere la soddisfazione dei malati. Alla presentazione hanno partecipato il direttore generale Emanuele Ciotti, il direttore del Presidio ospedaliero Alto Tevere Silvio Pasqui, il responsabile del Servizio Farmaceutico Andrea Caprodossi, il referente dell’Ambulatorio di oncologia medica di Città di Castello Michele Montedoro e la dirigente medica Alessandra Mariottini Sarti.

Secondo quanto comunicato dall’Usl Umbria 1, il progetto nasce dalla collaborazione tra Servizio farmaceutico e oncologia medica dell’ospedale di Città di Castello e si pone un duplice obiettivo: assicurare maggior aderenza terapeutica e valorizzare il lavoro dell’équipe oncologica, favorendo un contesto assistenziale più efficiente e gratificante.

Il percorso “Speed Care” sarà proposto ai pazienti che rispondono a criteri clinici precisi, come trattamenti endovenosi o sottocutanei inferiori ai 30 minuti, senza necessità di premedicazione, oppure casi fragili che richiedono particolari attenzioni. La selezione dei pazienti sarà definita dai clinici insieme al team multidisciplinare, che comprende medici, infermieri, farmacisti e operatori socio-sanitari.

Il programma si articola in tre fasi. La prima riguarda l’analisi dei punti critici del sistema tradizionale e la progettazione di un nuovo modello di gestione integrato con i flussi clinici e amministrativi. In seguito, è previsto un coordinamento costante tra la farmacia ospedaliera e il Day Hospital oncologico di Città di Castello per definire criteri di inclusione ed esclusione, stilare una lista di farmaci idonei e armonizzare le tempistiche con laboratorio analisi e distretto sanitario.

Infine, la terza fase comprenderà la valutazione degli indicatori di performance, con la misurazione del risparmio di tempo, la soddisfazione dei pazienti e i possibili benefici economici diretti e indiretti.

Il modello, sottolinea la nota diffusa dall’Usl, mette al centro la persona malata, riduce i tempi di infusione e alleggerisce l’organizzazione ospedaliera. Per i pazienti oncologici ciò si traduce in maggiore comodità, miglioramento della qualità di vita e un percorso di cura più rispettoso delle loro necessità quotidiane.

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