Bando competitivo, 370 progetti premiati: Terni è tra questi
L’ospedale di Terni conquista un finanziamento ministeriale per la ricerca oncologica
L’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni ha ottenuto un finanziamento nell’ambito del bando ministeriale di Ricerca Finalizzata promosso dal Ministero della Salute. Il progetto, dedicato allo studio e al trattamento delle metastasi peritoneali, è stato selezionato nella linea riservata ai Giovani Ricercatori, destinata a professionisti con meno di quarant’anni. Il responsabile scientifico è il dottor Jacopo Desiderio, dirigente medico di Chirurgia Digestiva.
Il riconoscimento assume un peso specifico considerando la selettività del bando: su 1.431 domande pervenute a livello nazionale, soltanto 370 hanno superato la valutazione e ottenuto il finanziamento. Terni si colloca dunque in una posizione di rilievo nel panorama della ricerca clinica italiana.
Un progetto da 450.000 euro su una frontiera della medicina oncologica
Il titolo completo dello studio è “Tailored Pressurized Intraperitoneal Aerosol Chemotherapy (PIPAC) for peritoneal metastases based on a drug-screening platform in patient-derived organoids”. La durata prevista è di trentasei mesi, con un budget complessivo di circa 450.000 euro.
Al centro dell’iniziativa si trovano due tecnologie distinte, integrate in un percorso clinico unitario. La prima riguarda gli organoidi tumorali derivati dal paziente: strutture tridimensionali ricavate dalle cellule neoplastiche prelevate durante l’intervento chirurgico o in sede diagnostica. Coltivate in laboratorio, queste repliche biologiche conservano le caratteristiche genetiche e molecolari del tumore originale. Attraverso di esse è possibile testare in vitro l’efficacia di diversi farmaci, identificare resistenze terapeutiche e prefigurare la risposta clinica individuale prima ancora che il trattamento venga somministrato.
La seconda tecnologia è la PIPAC, acronimo di Pressurized Intraperitoneal Aerosol Chemotherapy. Si tratta di una modalità di somministrazione della chemioterapia direttamente nella cavità peritoneale, veicolata sotto forma di aerosol pressurizzato. Questa tecnica consente una distribuzione più efficace del farmaco nelle aree colpite dalla malattia, riducendo al contempo l’esposizione sistemica e i relativi effetti collaterali.
La piattaforma di drug screening personalizzato
L’idea scientifica alla base del progetto è la combinazione delle due tecnologie in un sistema integrato. I farmaci vengono prima testati sugli organoidi in laboratorio e, soltanto quelli che mostrano maggiore efficacia contro le cellule tumorali del singolo paziente, vengono poi somministrati tramite PIPAC. Si costruisce così una piattaforma di drug screening personalizzato, in cui i dati biologici ottenuti in vitro guidano direttamente le scelte terapeutiche in ambito clinico.
L’obiettivo dichiarato è duplice: migliorare gli esiti oncologici attraverso trattamenti più mirati ed efficaci e, al tempo stesso, ridurre la somministrazione di terapie inutili o eccessivamente tossiche. Un impatto positivo atteso sia sulla qualità della vita dei pazienti sia sui costi complessivi del sistema sanitario.
Le strutture coinvolte al Santa Maria
Il progetto è frutto di una collaborazione trasversale tra diverse unità operative dell’ospedale ternano. La Chirurgia Digestiva, guidata dal professor Giovanni Domenico Tebala, rappresenta il reparto capofila. Vi partecipano inoltre l’Oncologia Medica, diretta dal dottor Damiano Parriani, e la Cell Factory – Laboratorio Cellule Staminali, con il contributo della dottoressa Valentina Grespi. La Direzione Sanitaria, sotto la guida del dottor Domenico Montemurro, assicura il supporto organizzativo e istituzionale.
Questa convergenza di competenze cliniche, chirurgiche e biologiche costituisce uno degli elementi qualificanti dell’iniziativa. L’integrazione tra attività di laboratorio e pratica assistenziale riflette i principi della medicina di precisione, orientata a costruire percorsi terapeutici su misura per ogni singolo paziente.
Le reazioni istituzionali
Il finanziamento ha suscitato commenti positivi da parte delle istituzioni regionali e ospedaliere. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha sottolineato come il risultato rappresenti un riconoscimento non solo per i professionisti coinvolti, ma per l’intera rete sanitaria regionale, capace di mettere in connessione competenze cliniche, ricerca e innovazione. Ha inoltre evidenziato il valore strategico dell’investimento sui giovani ricercatori come leva per offrire ai cittadini umbri opportunità di cura sempre più avanzate.
Il direttore generale del Santa Maria, Andrea Casciari, ha a sua volta rimarcato come la sinergia tra le diverse professionalità coinvolte rappresenti uno dei punti di forza del progetto. Il riconoscimento, ha aggiunto, contribuisce a rafforzare il ruolo dell’ospedale nel campo della ricerca clinica e della medicina di precisione, valorizzando al contempo il potenziale dei giovani talenti della sanità pubblica italiana.

Commenta per primo