Influenza è epidemia, crescono i casi, virus A molto aggressivo aumentano ricoveri

Vaccino meno efficace per ceppo virale A molto aggressivo il problema potrebbe essere associato alle mutazioni virali causate dal metodo di produzione

 
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Colpito da meningite virale, in isolamento all'ospedale di Terni

Influenza è epidemia crescono casi, virus A aggressivo aumentano ricoveri

di Marcello Migliosi
Crescono i casi di influenza, quest’anno particolarmente aggressiva, in tutte le classi di età anche in Umbria. Il virus colpisce in prevalenza bambini e anziani. Negli ospedali umbri un aumento del 15 20 per cento degli accessi complessivi al pronto soccorso e in crescita – del 10 per cento – anche il tasso di ricoveri. “Per gestire al meglio la situazione e far fronte all’epidemia – dice Luca Barberini, assessore alla sanità della Regione dell’Umbria -, in tutti i presidi ospedalieri sono stati potenziati i turni del personale medico e infermieristico e previsti diversi posti letto in più. Sono stati inoltre rafforzati i servizi territoriali, con la collaborazione dei medici di medicina generale e della continuità assistenziale”.

E’ stato chiesto a tutti i Direttori generali e sanitari delle Aziende sanitarie regionali di potenziare azioni e risorse dedicate all’assistenza, relazionando con tempestività su azioni messe in campo ed esigenze emerse per fronteggiare al meglio la situazione, anche in vista del cosiddetto picco influenzale previsto nelle prossime settimane. Insomma la Regione, con il suo assessorato alla sanità, non si è fatta trovare impreparata, ma la potenza del virus resta tutta. “I casi sono sotto controllo”, rassicura Barberini.

Un milione a letto in Italia

L’ultimo rapporto Influnet, relativo alla settimana dall’11 al 17 dicembre, ha registrato un livello di incidenza dell’influenza in Italia pari a 4,47 casi per mille assistiti. Il valore soglia che determina l’inizio del periodo epidemico è di 2,57 casi per mille assistiti.

La fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni, nella quale si osserva un’incidenza pari a circa 12,68 casi per mille assistiti e quella tra 5 e 14 anni pari a 7,19. Il numero di casi stimati in questa settimana è di 270.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 1.036.000 casi. Anche in regione i rapporti dei medici sentinella hanno segnalato il superamento della soglia di 2,57 casi per migliaio di assistiti.

Epidemia aggressiva

E non è che l’inizio di un’epidemia che, assicura il direttore della Clinica malattie infettive dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine Matteo Bassetti «credo sarà molto più aggressiva di quanto preventivato, potremmo infatti avere fino a cinque volte il numero di pazienti registrati nell’epidemia influenzale dello scorso anno. I primi sintomi si sono manifestati con l’inizio di dicembre, ma già fra la seconda e la terza settimana si sono manifestati alcuni casi gravi.

Influenza molto aggressiva quest’anno

Il picco di incidenza, che secondo gli esperti sarebbe vicino, a giudicare dai dati attuali e dalle indicazioni dei medici di famiglia “è certamente più elevato. Di conseguenza, con più casi di infezione, crescono anche le complicanze”, spiega all’AdnKronos Salute Paolo Bonanni, docente di Igiene all’università di Firenze, che però considera azzardata l’ipotesi avanzata dalla responsabile della sanità pubblica canadese, Theresa Tam, secondo la quale il vaccino quest’anno sarebbe stato meno efficace.

I dati epidemiologici sono troppo precoci – precisa – Difficile fare qualsiasi ipotesi davvero scientifica”, avverte. “La maggiore incidenza che stiamo registrando non ha necessariamente una relazione diretta con il vaccino – puntualizza l’esperto – perché a vaccinarsi è in genere la popolazione anziana, che rischia di più dalle complicanze, ma è anche una popolazione che si ammala di meno. Ad essere più colpiti dai virus influenzali, infatti, sono i bambini e gli adulti, persone che difficilmente si vaccinano”.

 Per verificare l’efficacia del vaccino, invece, per Bonanni “sarebbe necessario studiare la popolazione che il vaccino l’ha fatto, fondamentalmente gli anziani quindi. E questo potrà essere fatto alla fine dell’epidemia. Ora è presto”. In ogni caso, seppure l’efficacia fosse meno decisa rispetto alle aspettative, “il vaccino rappresenta comunque una protezione”, conclude.

Vaccino meno efficace per ceppo virale A molto aggressivo

L’efficacia del vaccino di quest’anno contro l’influenza potrebbe essere limitata a causa di un ceppo particolarmente aggressivo di virus A. E’ l’ipotesi avanzata dal capo della sanità pubblica canadese, Theresa Tam, che in un’intervista ai media del Paese ha precisato che al momento, in mancanza di dati, si tratta solo di un’ipotesi legata alla considerazione che nell’emisfero Sud, dove la stagione influenzale è già passata, si è registrata una scarsa efficacia vaccinale contro l’H3N2, ceppo influenzale A che tende a provocare complicanze più gravi nelle persone più fragili, in particolare anziani e bambini.


Il problema, sottolinea però l’esperta, non deve mettere in discussione la necessità di vaccinarsi, perché la protezione è comunque valida su diversi ceppi virali in circolazione. In pratica, l’efficacia è molto buona su alcuni tipi di virus e meno su altri. Un recente studio statunitense, pubblicato su ‘Pnas’ a fine 2017, ha analizzato il fenomeno nella passata epidemia – stagione 2016-2017 – quando è stato particolarmente evidente: l’efficacia generale del vaccino è stata infatti del 43% negli Stati Uniti e del 38% in Europa, mentre la percentuale ottimale dovrebbe attestarsi al 60-70%.


Secondo i ricercatori, il problema potrebbe essere associato alle mutazioni virali causate dal metodo di produzione che prevede la crescita dei virus sulle uova. Per il solo ceppo H3N2, il virus del vaccino non sarebbe stato abbastanza simile a quello circolante da consentire di inattivarlo. Le conseguenze di tutto questo sono state l’aumento di complicanze, e quindi di mortalità, per influenza registrata lo scorso anno.


La composizione del ‘cocktail’ vaccinale viene rivista ogni anno in base ai ceppi virali circolanti. Esistono infatti diversi ceppi influenzali, classificati con le lettere A, B e C. Il virus C è più raro e difficilmente presente nel vaccino. Quest’anno, come nella stagione precedente, la composizione del vaccino prevedeva due ceppi A (A/Michigan/45/2015 – H1N1, A/Hong Kong/4801/2014 – H3N2) e un ceppo B (B/Brisbane/60/2008, lineaggio B/Victoria) .

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