TERNI, ORDINATO NUOVO DIACONO, SI TRATTA DI SANDRO CASTELLANI

Il 26 dicembre nella Cattedrale di Terni è stato ordinato diacono Sandro Castellani, per l’imposizione delle mani e la preghiera di consacrazione del vescovo Ernesto Vecchi nella solenne concelebrazione con numerosi sacerdoti della diocesi. Sandro Castellani è nato ad Amelia, dove si è formato nella comunità parrocchiale di sant’Agostino guidata in quegli anni da don Luigi Lojali. Laureato in Biologia, ha lavorato in alcune aziende del territorio per alcuni anni. Nel 2006, dopo un periodo di discernimento vocazionale, è entrato nel Pontificio Seminario regionale di Assisi, dove ha seguito gli studi teologici di preparazione al sacerdozio.

In questi anni ha prestato il suo servizio nella parrocchia di sant’Antonio di Padova a Narni scalo, seguendo le attività dei giovani e quelle caritative. L’omelia del vescovo Vecchi: “Come dice San Fulgenzio di Ruspe, ieri abbiamo celebrato la nascita nel tempo del nostro Re eterno, oggi celebriamo la passione trionfale del soldato, il Diacono Santo Stefano, che inaugura il tempo dei testimoni autentici di Gesù. In lui si compie la parola: «Beati voi quando vi perseguiteranno nel mio nome» (Mt 5,11). Luca negli Atti degli Apostoli, presenta la figura di questo Diacono come il perfetto discepolo di Gesù.

Infatti, Stefano è il testimone coraggioso, che versa il suo sangue per la fede in Cristo; col martirio, egli imita in modo pieno la passione del Maestro. Stefano «pieno di grazia e di fortezza», con grande “parresia” – cioè con enorme coraggio e desiderio di annunciare il Vangelo – esprime la sua testimonianza anche con la parola. La diaconia di Stefano non si limita ai servizi caritativi in senso stretto ma si dilata anche nella predicazione e nell’evangelizzazione, cioè nella carità della verità. La carità pastorale del diacono è sempre onnicomprensiva ed esprime la consapevolezza di un amore ricevuto e donato, di un amore che è «grazia» (chàris), perché scaturisce dall’amore sorgivo del Padre per il Figlio, nello Spirito Santo.

E’ amore che dal Figlio discende su di noi. È amore creatore e redentore, per il quale siamo stati creati e ricreati. Tutto questo va annunciato e testimoniato non solo a parole ma con i fatti, là, dove vive la gente, specialmente quella più sofferente e sola o che attende – smarrita – una parola di consolazione e di speranza. La testimonianza di Stefano è emblematica per l’identità diaconale, perché esprime in modo esemplare l’incontro con Cristo. Dal comportamento di Stefano emerge la dimensione storica dell’Incarnazione, cioè la consapevolezza che il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo e che la vocazione ultima dell’uomo è una sola, quella divina. A Stefano non importa vincere, ma annunciare e testimoniare l’amore di Dio e la sua misericordia. Caro Sandro, non avere paura! Come successore degli Apostoli, ti impongo le mani e invoco su di te lo Spirito Santo, perché tu ti configuri a Cristo, mediante quella grazia sacramentale che tu porrai al servizio della Santa Chiesa pellegrina in Terni – Narni – Amelia. Pertanto, sostenuto dal dono dello Spirito Santo, tu sarai di aiuto al Vescovo e al suo Presbiterio nel ministero della Parola, dell’altare e della carità, mettendoti al servizio di tutti i fratelli. Divenuto ministro dell’altare, annuncerai il Vangelo e preparerai ciò che è necessario alla celebrazione del Sacrificio eucaristico. Inoltre, secondo le direttive che ti darà il Vescovo, avrai il compito di istruire i fedeli nella dottrina di Cristo e di accompagnare quanti sono alla ricerca della fede. Tocca a te guidare la preghiera e – secondo la necessità e opportunità – amministrerai il Battesimo, benedirai il Matrimonio, porterai il Viatico ai moribondi, presiederai il rito delle Esequie. Eserciterai, poi il ministero della carità in nome del Vescovo e del parroco. Caro Sandro, tu hai scelto di consacrare il tuo celibato per farne un segno espressivo di ciò che è essenziale per il Regno dei Cieli. In questo stato di vita ti doni totalmente al Signore con cuore indiviso, per essere più libero di dedicarti all’annuncio del Vangelo della gioia e al servizio di Dio e dei fratelli. Vigila sulla qualità del tuo ministero diaconale: non lasciarti catturare dalle necessità pastorali, che sono tante – lo sappiamo – ma ti ordino Diacono per rispondere alla vocazione del Signore e non perché ci sia un addetto in più, a disposizione delle nostre Vicarie. Il tuo primo compito, perciò, è quello di completare la tua preparazione spirituale teologica e pastorale, secondo le regole dettate dalla Chiesa per i suoi ministri. Sappi che la tua Chiesa ti vuole bene e ti sostiene con la grazia presbiterale e della successione apostolica. Custodisci il mistero della fede in una coscienza pura e manifesta, con le opere, la parola di Dio che predichi, perché il popolo cristiano, animato dallo Spirito Santo, diventi un’oblazione pura, gradita a Dio. Un’ultima cosa: guardati dalle chiacchiere – come ci ricorda sempre Papa Francesco – , perché lo “ius murmurandi” noto alle sagrestie, non produce amicizie, ma divisione e, talvolta, guai irreparabili. Il Signore sia con te!”

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