Perugia, celebrazione eucaristica d’inizio cammino sinodale in cattedrale

Perugia, celebrazione eucaristica d’inizio cammino sinodale in cattedrale. Bassetti: “Il Sinodo e il cammino sinodale sono un’opportunità"

Perugia, celebrazione eucaristica d’inizio cammino sinodale in cattedrale

“Con quanta pazienza il Signore si pone davanti alle fragilità di coloro che ha chiamato. Con quanta sapienza educa il suo popolo, perché la sua comunità sia sempre più bella, capace di annunciare il suo vangelo. È per questo che la Chiesa ha bisogno anche oggi di ripensare se stessa: non solo guardando a come porsi di fronte al mondo, ma anche per comprendere come viviamo le nostre relazioni.


di Riccardo Liguori


La pagina del vangelo di oggi ci dice, in fondo, che è facile equivocare cosa significa stare nella Chiesa, e come la tentazione di imporsi sugli altri sia sempre presente”. Così il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, all’omelia della celebrazione eucaristica di inizio cammino sinodale in diocesi tenutasi nella cattedrale di San Lorenzo domenica pomeriggio 17 ottobre (il testo integrale è scaricabile dal sito: www.diocesi.perugia.it).

  • La lampada sinodale

Hanno concelebrato il vescovo ausiliare mons. Marco Salvi, l’arciprete della cattedrale mons. Fausto Sciurpa, i vicari episcopali di zona e numerosi sacerdoti. La liturgia è stata animata dal coro diocesano giovanile “Voci di Giubilo” diretto da don Alessandro Scarda e al termine della celebrazione il cardinale ha acceso la ‘lampada sinodale’, simbolo della preghiera continua in tutta la comunità diocesana, posta sull’altare della cappella del Santissimo Sacramento dal diacono Claudio Faina, che il prossimo anno riceverà l’ordinazione sacerdotale.

  • Essere Chiesa dopo il Concilio

“Il ‘tempo di grazia’ del Sinodo – così l’ha definito papa Francesco – è l’occasione che viene data a tutti noi, pastori e popolo di Dio – ha evidenziato il cardinale Bassetti nell’omelia –, di ritrovarci insieme, in cammino, per riflettere sul modo di essere Chiesa dopo il Concilio Vaticano II. Ecco allora che il Sinodo universale dei vescovi, e il cammino sinodale della Chiesa italiana, come quello della nostra Chiesa perugino-pievese, rappresentano per le nostre comunità una grande opportunità e anche una sfida.

  • Un’opportunità

 “Recentemente sulle pagine di un quotidiano nazionale – ha commentato Bassetti – è stato scritto che questo evento è di enorme importanza, perché può rappresentare il ‘secondo tempo’ del Concilio Vaticano. La storia lo insegna: senza i sinodi anche un Concilio può mancare di un’adeguata applicazione. Chi scriveva tale riflessione aggiungeva anche che il Sinodo potrebbe arrivare a una conversione pastorale che in questi ultimi decenni è stata tentata da molti, ma ancora non conclusa. Insomma, il Sinodo è davvero un’occasione per mettere in pratica quello che manca ancora all’attuazione del Concilio Vaticano II. Molti fedeli, lo sappiamo, attendono delle risposte, perché si trovino nuove strade di comunione, e si possano finalmente dismettere quelli che sono «modelli pastorali ripetitivi» che non portano più a nulla, come ha detto Papa Francesco domenica scorsa, 10 ottobre, nell’omelia in occasione dell’apertura del Sinodo nella Basilica di San Pietro”.

  • Una sfida

“Questo Sinodo però è anche una sfida – ha proseguito il cardinale –, alla quale siamo chiamati tutti a partecipare, e dalla quale non possiamo tirarci fuori. I rischi che il cammino sinodale si riduca a un ‘parlarsi addosso’, a un ‘evento di facciata’, o si riduca a ‘gruppi di studi fine a se stessi’, sono reali: lo stesso Papa Francesco – nell’omelia appena ricordata – ha messo in guardia tutti perché questo evento non si trasformi in ‘un convegno di studi o un congresso politico’, o ‘in un parlamento’. Si tratta di un’impresa che va oltre le nostre forze? Noi, che spesso siamo come i due discepoli del vangelo di oggi, che invece di avere lo sguardo e il cuore di Gesù, guardano al proprio piccolo orticello, riusciremo in questo compito? Vale la pena provarci, e soprattutto, occorre in primo luogo pregare. Pregare tutti, pregare con fede, pregare perché non si debba dire che abbiamo sprecato la nostra occasione, l’occasione di una vita!”.

  • Costituita un’equipe di animazione

Al termine della celebrazione il cardinale Bassetti ha annunciato che in vista delle varie tappe del cammino sinodale, è stata costituita una équipe diocesana di animazione formata dai responsabili degli uffici dell’Evangelizzazione-Catechesi, Liturgia, Carità, Missioni. Si tratta di un gruppo di 15 persone composto da almeno 2 diaconi permanenti, alcuni rappresentanti dei consacrati e laici scelti dal Consiglio pastorale. Questa équipe avrà il compito di aiutare le unità pastorali e le parrocchie nella, così detta, prima fase del Sinodo, narrativa o dell’ascolto. Saranno prese, come punto di riferimento, le 10 domande proposte dal Sinodo dei Vescovi. Tale impegno durerà fino ad aprile del 2022, poi le sintesi saranno consegnate agli appositi uffici della Cei. Attraverso questo impegno saranno sensibilizzate le varie comunità e verranno realizzati momenti di confronto e di riflessione. Sarà compito dell’équipe di animazione fornire via via il materiale necessario per tale impegno.

  • Due significativi eventi nazionali

Il cardinale ha poi ricordato che questa prima fase è contrassegnata da due significativi eventi ecclesiali nazionali: 1) La Settimana Sociale di Taranto dal 21 al 24 ottobre 2021, col significativo titolo: “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro, tutto è connesso”; 2) l’Incontro dei Vescovi del Mediterraneo a Firenze dal 23 al 27 febbraio 2022, che riprenderà il tema del primo incontro “Mediterraneo frontiera di pace”, approfondendo vari aspetti di attualità.

  • Fare una Chiesa diversa

“Il Santo Padre – ha concluso Bassetti – ha più volte raccomandato: ‘Dal basso, dal basso, dal basso’, chiedendo di ascoltare il più possibile le persone e affermando che la Chiesa in questi anni si è ‘più preoccupata di dire che di ascoltare… non si tratta di fare un’altra Chiesa ma una Chiesa diversa, dove sempre più risplenda il Vangelo’.

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