Opposizioni accusano la maggioranza di logiche politiche e spartizione
🗳️ Il centrodestra di Perugia attacca la nomina di Massimo Monni alla presidenza di Gesenu. Fratelli d’Italia, Forza Italia e Margherita Scoccia accusano la maggioranza di aver riportato al centro logiche di spartizione politica e contestano anche l’assenza di donne ai vertici delle partecipate.
Critiche del centrodestra sulla presidenza di Gesenu
La nomina di Massimo Monni alla presidenza di Gesenu accende il confronto politico a Palazzo dei Priori. I gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Margherita Scoccia hanno diffuso una nota congiunta nella quale contestano la decisione della maggioranza guidata dal sindaco Vittoria Ferdinandi, sostenendo che la scelta rappresenti il ritorno a modalità di gestione politica che, secondo le opposizioni, appartengono al passato.
Per i consiglieri di centrodestra, l’incarico assegnato alla guida della principale società partecipata del Comune di Perugia sarebbe il segnale che, nelle decisioni considerate più rilevanti, continuino a prevalere accordi politici e logiche di spartizione degli incarichi.
Il riferimento alla campagna elettorale del 2024
Nel comunicato le opposizioni richiamano anche quanto avvenuto durante la campagna elettorale del 2024. In particolare viene ricordato il sostegno pubblico espresso da Massimo Monni alla candidatura di Vittoria Ferdinandi in occasione del ballottaggio amministrativo.
Secondo i gruppi consiliari firmatari della nota, all’epoca Monni avrebbe precisato che il proprio appoggio non fosse collegato ad aspettative di incarichi o ruoli istituzionali. Le opposizioni evidenziano ora come, a distanza di tempo, sia arrivata la designazione alla presidenza di Gesenu, invitando i cittadini a valutare autonomamente quanto accaduto.
“Slogan disattesi su trasparenza e merito”
Il centrodestra sostiene che la scelta sia in contrasto con gli impegni annunciati durante la campagna elettorale. Nella nota vengono richiamati i temi della trasparenza, della partecipazione e del merito, indicati come principi più volte evocati dall’attuale amministrazione comunale.
Per Fratelli d’Italia, Forza Italia e Margherita Scoccia, la nomina rappresenterebbe invece una conferma di dinamiche politiche tradizionali che, secondo il loro giudizio, sarebbero state riproposte nonostante le promesse di cambiamento avanzate nel corso della competizione elettorale.
Le opposizioni affermano inoltre che il cosiddetto “sistema” criticato dall’attuale maggioranza durante la campagna elettorale non sarebbe stato superato, ma ripresentato con modalità ritenute analoghe a quelle contestate in passato.
Il tema della rappresentanza femminile
Un ulteriore punto affrontato nel comunicato riguarda la presenza femminile ai vertici delle società partecipate del Comune di Perugia. I gruppi consiliari osservano che una maggioranza che ha posto la valorizzazione delle competenze femminili tra i propri obiettivi politici, secondo quanto dichiarato dalle opposizioni, non avrebbe finora indicato alcuna donna alla guida delle società partecipate comunali.
Secondo il centrodestra, questa circostanza rappresenterebbe una contraddizione rispetto alle posizioni sostenute pubblicamente dall’amministrazione.
Le conclusioni delle opposizioni
Nella parte finale della nota i gruppi consiliari ribadiscono la propria valutazione politica sull’operato dell’amministrazione comunale. Fratelli d’Italia, Forza Italia e Margherita Scoccia sostengono che, dopo i primi anni di governo della città, la principale novità riscontrabile sia il ritorno di pratiche politiche che definiscono riconducibili alla tradizione della sinistra.
Le opposizioni indicano come elementi centrali della propria critica le scelte relative agli incarichi nelle società partecipate, gli equilibri interni alla maggioranza e il rapporto di fiducia con i cittadini, ribadendo la propria posizione sulla nomina di Massimo Monni alla presidenza di Gesenu.

Mi sembra che la critica dell’opposizione sia difficile da contestare.