L’omelia di Natale arcivescovo Ivan Maffeis: riscoprire l’identità

Dalla Cattedrale di Notre-Dame a quella di San Lorenzo, un invito a riflettere sulla fede e sul senso del nostro tempo.

L’omelia di Natale arcivescovo Ivan Maffeis: riscoprire l’identità

L’omelia di Natale arcivescovo Ivan Maffeis: riscoprire l’identità

L’omelia di Natale arcivescovo – L’arcivescovo Ivan Maffeis, durante la messa della Notte di Natale celebrata nella Cattedrale di San Lorenzo a Perugia, ha offerto una riflessione profonda sul valore culturale e spirituale di questa ricorrenza. Partendo dall’evento simbolico della riapertura della Cattedrale di Notre-Dame a Parigi, il prelato ha collegato quel restauro all’urgenza di riscoprire le radici cristiane e l’identità di una società che sembra spesso smarrirsi.

Ricordando l’incendio che ha devastato la Cattedrale parigina, Maffeis ha sottolineato come quel drammatico episodio abbia simboleggiato la fragilità non solo di un edificio, ma anche di un’intera cultura che rischia di perdere i propri riferimenti. “L’inaugurazione di Notre-Dame – ha spiegato – è stata una testimonianza non solo di bellezza architettonica, ma di una proposta di senso, un’alternativa al vuoto che minaccia di inghiottire le nostre vite”.

L’arcivescovo ha quindi spostato l’attenzione sulla celebrazione del Natale, un momento che, a suo dire, va oltre la nostalgia dell’infanzia e degli affetti familiari. “C’è in noi il desiderio di ritrovare un significato – ha proseguito – un’identità culturale e spirituale che ci permetta di abitare con pienezza il nostro tempo”. Citando Corrado Augias e Andrea Riccardi, ha ribadito che il cristianesimo rappresenta un punto di riferimento essenziale per una società che, senza di esso, rischia di perdersi nel conflitto e nel vuoto.

L’omelia ha poi toccato uno dei temi centrali del messaggio cristiano: la vicinanza di Dio all’uomo attraverso l’incarnazione di Cristo. “L’annuncio del Natale – ha detto Maffeis – ci ricorda che Dio non è lontano né irraggiungibile, ma si è fatto uomo nella fragilità di un Bambino, abbattendo ogni distanza”. Un invito, quindi, a mettersi in cammino, come i pastori, e a vivere una ricerca autentica e libera, simile a quella dei Magi.

Le Cattedrali, ha spiegato l’arcivescovo, sono simboli tangibili di un’Europa cristiana che attraversa i secoli e arriva fino a noi, testimoniando una storia che va oltre il Medioevo. “Oggi, per noi, è nato un Salvatore, che è Cristo Signore” ha dichiarato, citando il Vangelo di Luca.

Rivolgendosi ai fedeli, Maffeis ha invitato a lasciarsi raggiungere dalla presenza di Cristo, descritta con le parole di Sant’Agostino come più intima di noi stessi. Una presenza che si manifesta nel volto dell’altro, nell’invito al rispetto, all’accoglienza e alla solidarietà. “In questa Notte Santa, siamo chiamati a riscoprire lo splendore della Cattedrale che siamo, riconoscendo la dignità di ogni persona e aprendoci alla luce della speranza”.

Infine, l’arcivescovo ha richiamato le parole di Papa Francesco, che ha inaugurato un nuovo Anno Santo: “Gesù, Dio-con-noi, nasce per te, per noi, per ogni uomo e donna. Con Lui fiorisce la gioia, la vita cambia e la speranza non delude”.

Maffeis ha concluso con un appello a ritrovare la fiducia e a lasciarsi trasformare dalla luce del Natale, un invito a vivere con rinnovata consapevolezza il dono della fede e della comunità cristiana.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*