(UJ.com3.0) PERUGIA – Si è conclusa l’ottava edizione della “StarCup”, il torneo di “calcio a cinque” degli oratori promosso dalla Pastorale Giovanile di Perugia-Città della Pieve e svoltosi dal 27 aprile al 1 maggio al “Green Club” di Olmo. Tanti i momenti speciali dedicati ai ragazzi delle diverse parrocchie, come anche gli spunti di riflessione lasciati dagli ospiti che hanno partecipato a questo evento importante. Le più attese sono state le testimonianze di vita di Chiara Amirante e Gianna Jessen, che non hanno deluso le aspettative.
«Questa manifestazione aiuta i nostri ragazzi a riscoprire il valore dello sport e con esso il piacere del sacrificio, perché solo con questo si possono raggiungere grandi mete», commenta nel tracciare un breve “bilancio” don Riccardo Pascolini, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile e responsabile del gruppo organizzatore dell’evento, lo Star Team.
Il torneo, che ha visto la partecipazione di ben 69 squadre, 41 maschili e 28 femminili, si è concluso con le rispettive finali, disputate nella serata del 1 maggio seguite da un vasto pubblico. Le squadre femminili ad essersi contese la vittoria sono state le Plain’s Castle di Castel del Piano e le Tortugas di Prepo-Ponte della Pietra-San Faustino. L’ambitissima coppa è andata alle Plain’s Castle, che hanno spiazzato le avversarie per un risultato di 5 a 3. La finale maschile ha invece visto come protagonisti i Poeti Contadini di Ponte San Giovanni e gli A.C.Picchia della parrocchia di Macchie-Panicarola ed è terminata con un risultato di 5-3 per i Poeti Contadini, che collezionano la seconda coppa delle stelle in due anni.
«La bellezza del torneo – spiega don Riccardo Pascolini – è che, durante questi giorni di festa, riesce ad unire in un’esperienza di comunione vera le famiglie dei ragazzi che giocano. L’affluenza cresce di anno in anno, come il numero delle squadre, e questo ricompensa appieno tutto il lavoro e il tempo che noi organizzatori spendiamo per rendere possibile questo evento».
Dopo l’emozione delle due finali, animate dalle tifoserie e da commentatori entusiasti, l’attenzione si è spostata verso il palco per le premiazioni e la festa di chiusura, che ha visto la presenza dell’assessore comunale allo sport, Ilio Liberati, e del vicario generale dell’Archidiocesi, mons. Paolo Giulietti. L’assessore Liberati ha donato agli organizzatori della “StarCup” una targa ricordo a nome dell’Amministrazione comunale che riconosce il grande lavoro di tutti i giovani volontari che ogni anno si impegnano per la buona riuscita della manifestazione più prestigiosa che i giovani vivono. Ancora una volta “StarCup”, ancora una volta emozioni, ancora una volta giovani che si incontrano per crescere nel difficile e intrigante mestiere della vita.
Perugia: La “StarCup2013” non solo “palestra di sport-aggregazione” per alcune migliaia di giovani, soprattutto “palestra di vita”.
La testimonianza di Gianna Jessen
«Per noi animatori d’oratorio vedere una fiumana di giovani molto motivati (dai 4 ai 5 mila) nelle quattro giornate della “StarCup”, ci ha riempito di immensa gioia, soprattutto ci ha stimolato a proseguire nel nostro non sempre facile impegno-contatto con i ragazzi e ad organizzare insieme a loro nuove attività anche in vista della prossima estate. Questa manifestazione non è stata solo un momento di sport, di aggregazione, ma anche una proficua “palestra” di crescita umana e cristiana per tantissimi ragazzi nel riuscire anche a coinvolgere chi è distante dalla parrocchia. I nostri giovani sono rimasti molto colpiti da Gianna Jessen, dalla sua storia, dalla sua voglia di vivere, di esserci al mondo…, ed è stata per loro di grande insegnamento e riflessione». A dirlo a 24ore dalla fine della “StarCup” sono i coniugi Antonella e Michele Ragni e Daniela e Carlo Vinti, coordinatori dell’Oratorio “La nuova fornace” di San Marco in Perugia che ha partecipato all’evento con le sue due squadre denominate “Le Fornacine” e “Ce riprovamo”.
Per tanti giovani e famiglie è stata emozionante la testimonianza della statunitense Gianna Jessen, una donna sopravvissuta ad un aborto salino praticato per abortirla quando sua madre era incinta già di sette mesi e mezzo. «In America esiste questa rete di cliniche che praticano l’aborto fino al nono mese – ha spiegato la Jessen –, ma io sono miracolosamente sopravvissuta perché in quel momento non era presente il medico abortista. Siccome continuavo a vivere, nonostante i danni fisici alle gambe che tuttora mi porto dietro, fui adottata da una donna di grande fede alla quale devo tutto».
Dopo aver raccontato la sua difficile storia personale, priva di una figura paterna di riferimento, la Jessen si è rivolta ai ragazzi presenti, invitandoli ad essere coraggiosi nei confronti della vita: “Voi siete stati fatti per difendere le donne e i figli che avrete, e anche se non avete avuto un buon padre potete scegliere di esserlo». E poi un discorso alle ragazze: «Voi siete state fatte per essere onorate e rispettate, non per essere buttate via, per un amore epico; se un ragazzo non vi insegue e non lotta per voi e se non è innamorato pazzo, passate ad altro, non vi buttate via».
Gianna Jessen ha parlato anche del suo rapporto con Dio e di come la fede l’ha aiutata a perdonare la sua madre biologica, che ha rintracciato e riconosciuto quando, da grande, ha ripercorso la storia della sua vita.
Sono seguite diverse domande dai giovani presenti, tra le più forti quella di un bambino: «Perché due genitori rifiutano un figlio?», alla quale Gianna Jessen ha risposto: «perché possono avere un cuore spezzato e dire che non vogliono un figlio, ma è Dio che dice: Io ti voglio! E accadono dei miracoli».Gianna ha concluso la sua testimonianza cantando e facendo cantare i ragazzi le note della canzone “You are my sunshine”.

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