Uno degli assistenti del vicesindaco assunto in Gesenu

Durante la seduta odierna del Consiglio Comunale il Vicesindaco Barelli si è rifiutato di prendere la parola

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Uno degli assistenti del vicesindaco assunto in Gesenu

PERUGIA – Il vicesindaco Barelli vuole passare alla storia del Comune di Perugia per le sue assunzioni: abbiamo appreso dalla stampa che uno degli assistenti del vicesindaco è stato assunto da GESENU e che in questi giorni lo stesso Barelli lo ha sostituito procedendo ad una nuova assunzione, ma fuori dalle regole che questa amministrazione si è data.

Prima di tutto GESENU è una partecipata ed è soggetta alla verifica ed al controllo da parte del Vice Sindaco stesso, e Barelli, come dichiarato dal Sindaco Romizi è titolare a seguire le questioni aziendali. Se la notizia diffusa dalla stampa fosse confermata si palesa un gravissimo atto di ingerenza e un chiaro conflitto d’interesse, oltre che una violazione della normativa prevista dalla Carta di Pisa approvata dal Comune di Perugia e continuamente disattesa. Ci riserviamo di porre in essere le opportune verifiche, anche attivando se necessario la commissione Controllo e Garanzia e segnalando la questione in tutte le sedi opportune.

A questo si aggiunge la nuova assunzione da parte dello stesso vicesindaco di un soggetto, privo dei requisiti necessari, ovvero non presente nell’Elenco dei collaboratori degli organi politici promosso e voluto all’inizio della consiliatura dalla stessa Giunta Romizi-Barelli a cui attingere per le assunzioni.

Le vicende, se confermate, sorprendono ancora di più visto che il centro-destra guidato da Romizi e Barelli si è auto-proclamato come censori della nostra città e forza che avrebbe scardinato un sistema di potere consolidato, di prassi inopportune e gestione clientelare: in questi anni l’attuale amministrazione sembra costruire una propria rete funzionale agli interessi di parte o di partito.

Durante la seduta odierna del Consiglio Comunale il Vicesindaco Barelli, nonostante le nostre ripetute richieste di chiarimento, si è rifiutato di prendere la parola per dare all’assise e ai cittadini spiegazioni sul suo operato.

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