Umbria, ceto medio in affanno: Italia Viva rilancia

Umbria, ceto medio in affanno: Italia Viva rilancia

Proposte per rimodulare fisco e welfare a favore delle famiglie

La manovra fiscale approvata ieri dal Consiglio regionale dell’Umbria ha riacceso il confronto sulla tenuta economica e sociale della regione. I dati emersi delineano uno scenario critico: oltre il 50% dei residenti non percepisce alcun reddito, mentre più del 90% dei contribuenti attivi rientra tra pensionati e lavoratori dipendenti. I lavoratori autonomi rappresentano una quota residuale.

Chi dichiara redditi, lo fa in misura nettamente inferiore alla media nazionale e ancora più distante da quella europea. La precedente amministrazione regionale guidata da Donatella Tesei viene indicata come responsabile di un immobilismo che, secondo Italia Viva, ha aggravato la situazione.

Ora, con la nuova giunta regionale a trazione centrosinistra e sostenuta da Italia Viva, si propone un cambio di passo. Il presidente regionale del partito, Massimo Gnagnarini, sottolinea la necessità di interventi sostenibili, che evitino un ulteriore inasprimento del carico fiscale su famiglie e imprese.

Il partito propone di intervenire sulla struttura del welfare, rivedendo l’accesso ai bonus legati all’ISEE, ritenuto uno strumento inadeguato nella fotografia reale dei redditi. Il paradosso attuale, si sottolinea, è che in molti casi risulta più vantaggioso dichiarare meno per ottenere agevolazioni su asili, mense, ticket sanitari, bollette e altri servizi.

Italia Viva chiede di concentrare risorse su tre assi principali: demografia, attrattività e sanità, tagliando sprechi e valutando ogni spesa sulla base della sostenibilità. Governare, si ribadisce, significa scegliere tra opzioni concrete, non inseguire promesse ideali su carta.

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