Tamponi e meno lungaggini per i medici di medicina generale

 
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Tamponi e meno lungaggini per i medici di medicina generale

Tamponi e meno lungaggini per i medici di medicina generale

“Preoccupazione per la condizione in cui si trovano ad operare i medici di medicina generale dell’Umbria, senza dispositivi di protezione individuale e gravati da procedure complesse e lungaggini relative all’invio delle ricette a pazienti e farmacie, che andrebbero in questo momento ridotte. In tutto ciò si inserisce anche le necessità non più rinviabile di eseguire tamponi a tutti i medici di base e gli operatori sanitari, ormai da troppo tempo sollecitata”. Così i consiglieri regionali Fabio Paparelli, Michele Bettarelli, Tommaso Bori, Simona Meloni, Donatella Porzi (Pd), Vincenzo Bianconi (Misto), Thomas De Luca (M5S) e Andrea Fora (Patto civico) che informano di aver inviato una lettera sull’argomento alla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei .I

IN SINTESI
Gli otto consiglieri regionali dei gruppi di minoranza (Pd, Misto, M5S e Patto civico) informano di aver inviato alla presidente della Giunta, Donatella Tesei, una lettera in cui esprimono “preoccupazione per la condizione in cui si trovano ad operare i medici di medicina generale dell’Umbria, senza dispositivi di protezione individuale e gravati da procedure complesse relative all’invio delle ricette a pazienti e farmacie. Lungaggini – spiegano – che in questo momento andrebbero ridotte”.

“In spirito di piena collaborazione istituzionale, imposto in questo periodo di emergenza sanitaria, sociale ed economica – spiegano i consiglieri di minoranza – abbiamo rivolto alla presidente della Giunta regionale alcune sollecitazioni relative alla condizione in cui si trovano ad operare i medici di medicina generale, che in queste settimane stanno svolgendo un prezioso ruolo sul territorio, per il sistema sanitario nazionale e per noi tutti. In primo luogo, troppe ancora le segnalazioni relative alla mancanza di dispositivi di protezione individuale come mascherine, tute e guanti. Quanto ai tamponi oltre alla necessità di fornire i presidi a tutti i medici ed operatori, servirebbero esami per tutti i pazienti sintomatici, considerando che fino a prova contraria tutti i casi simil influenzali devono essere considerati COVID-19, quando invece l’Umbria ha scelto la strada delle tamponature solo in caso di contatto certo o sospetto con caso positivo”.

“Quindi – aggiungono gli otto consiglieri – è verosimile credere che ci siano casi positivi non intercettati che continuano ad allargare i contagi. I medici di medicina generale andrebbero coinvolti in maniera ulteriore sulla scelta di chi sottoporre al tampone. I medici di medicina generale, come il personale sanitario tutto, avrebbero dovuto essere tra i primi destinatari di misura, per farli lavorare in sicurezza ed evitare di trasformarli in possibili propagatori di contagio”.

“Quanto alle procedure per la prescrizione della ricetta elettronica – aggiungono i consiglieri di minoranza – chiediamo di coinvolgere e di ascoltare attivamente le associazioni di categoria come Assofarm, Federfarma e Fimmg che, in una comunicazione del 10 marzo, si sono messe a disposizione con iniziative in grado di snellire l’afflusso ai vari ambulatori, per il ritiro del cartaceo. In molte occasioni infatti esistono medici che inviano già volontariamente per mail il codice alla farmacia, o al paziente. La Regione, per mezzo di una circolare del direttore Dario, parla di sms da inviare con il codice di 15 cifre da riportare a mano nel sistema. Il tutto risulta però decisamente insostenibile da effettuare.

Per questo occorrerebbe adottare strumenti e piattaforme informatizzate, in grado di mettere in comunicazione realmente medici, clienti e farmacie. Perché non utilizzare lo strumento che la Toscana ha messo a disposizione gratuita di tutte le Regioni che lo vogliono? Una piattaforma in cui il medico effettua la prescrizione, registrandola sul proprio computer è capace di inviare in automatico al paziente, tramite sms, il codice della ricetta che, letto o inoltrato al farmacista, permette di avere i farmaci richiesti, anche a domicilio”. “L’auspicio – concludono i consiglieri dei gruppi di minoranza – è che anche l’Umbria possa adeguarsi rapidamente alle piattaforme disponibili e ridurre i disagi per una categoria fondamentale come quella dei medici di base, particolarmente esposti in questo periodo. Ferma restando la collaborazione istituzionale, è opportuno evitare lungaggini e perdite di tempo per arginare un nemico subdolo e invisibile come il Coronavirus”.

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