Sit-in Radicaliperugia davanti la regione dell’Umbria libertà di cura e la libertà di scelta

 
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Sit-in Radicaliperugia davanti la regione dell’Umbria libertà di cura e la libertà di scelta

+ Libertà di cura e + libertà di scelta

Radicaliperugia ha tenuto questa mattina una manifestazione di fronte il Consiglio Regionale dell’Umbria in piazza Italia a Perugia per la libertà di cura e la libertà di scelta.  (foto in allegato)

L’iniziativa si è svolta in concomitanza della discussione sulle linee programmatiche della nuova Giunta regionale presieduta da Donatella Tesei. Alla manifestazione hanno aderito e partecipato attivisti dell’Associazione Omphalos LGBTI e del circolo di Perugia dell’UAAR.  Due gli obiettivi della iniziativa:

chiediamo alla nuova Giunta Regionale dell’Umbria di salvare e riqualificare i consultori della Regione, per una sanità efficiente e accogliente, contro i rischi dell’aborto clandestino e per aiuti a tutte le donne. Infatti a quasi 40 anni dall’entrata in vigore della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, le donne trovano ancora molte difficoltà a vedere riconosciuto il proprio diritto ad un aborto legale e sicuro. Le stime sull’aborto clandestino (in particolare sull’assunzione di farmaci acquistati online e senza controllo medico) cominciano ad essere allarmanti e i rischi per la salute delle ragazze e delle donne non possono essere ignorati. La prevenzione e la contraccezione sono obiettivi culturali e sociali sempre più trascurati dall’agenda politica. 

Malgrado una buona legge regionale, in Umbria scarseggia l’approvvigionamento della cannabis a scopo terapeutico. Centinaia di pazienti sono costretti a farsi curare fuori regione o a rivolgersi al mercato proibizionista. Malgrado continue sollecitazioni da parte della Regione, dei medici e dei pazienti, la situazione anche in Umbria rimane molto critica. Per questo chiediamo alla nuova giunta di farsi promotrice di iniziative per far fronte alle problematiche legate all’importazione di medicinali di origine vegetale a base di cannabis e per cercare di trovare una soluzione nazionale al problema. Chiediamo inoltre di introdurre misure concrete e capillari per la formazione dei medici su tutto il territorio regionale.

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