Rifondazione Comunista critica la giunta Tesei sul deficit

Rifondazione Comunista critica la giunta Tesei sul deficit

Dubbi del PRC sul disavanzo sanitario dichiarato dalla Regione

Il Partito della Rifondazione Comunista (PRC) ha espresso forti critiche nei confronti della precedente amministrazione regionale guidata da Donatella Tesei, contestando le dichiarazioni sul disavanzo di 243 milioni di euro nella sanità umbra. Il PRC sostiene che i dati ufficiali della Ragioneria dello Stato e una delibera della stessa giunta abbiano confermato l’equilibrio del bilancio sanitario nel 2019, senza evidenza di deficit.

Secondo il PRC, la gestione sanitaria successiva ha portato a squilibri economici a causa di decisioni politiche errate e dell’incapacità gestionale dell’assessore alla Sanità Luca Coletto. Il partito critica la crescente privatizzazione della sanità pubblica, accusando la giunta di aver ridotto risorse e personale senza un piano di riorganizzazione adeguato, con conseguente peggioramento dei servizi territoriali.

Uno degli aspetti evidenziati dal PRC è l’incremento della mobilità passiva, con un numero crescente di cittadini umbri costretti a ricorrere a cure fuori regione. Questo fenomeno ha generato una spesa aggiuntiva per il sistema sanitario locale di circa 60 milioni di euro, segnalando una diminuzione della fiducia nella sanità regionale e un’offerta di servizi insufficiente.

La nuova giunta regionale, guidata da Stefania Proietti, ha presentato un piano di rientro che prevede un aumento della pressione fiscale per evitare il commissariamento della sanità umbra. Il piano include l’incremento delle aliquote IRPEF e IRAP, con modifiche progressive per i diversi scaglioni di reddito. L’addizionale regionale IRPEF rimarrebbe invariata per i redditi fino a 15.000 euro, mentre aumenterebbe fino al 2,1% per quelli superiori a 50.000 euro. L’aliquota IRAP passerebbe dal 3,90% al 4,40% a partire dal 1° gennaio 2026, mentre la tassa automobilistica aumenterebbe del 10%, escludendo le categorie esenti.

Il PRC esprime preoccupazione per gli effetti di queste misure su una popolazione già colpita da crisi economica, bassi salari e inflazione. Ritiene che l’aumento delle tasse possa aggravare ulteriormente la situazione delle fasce più deboli e propone alternative prima di ricorrere alla fiscalità.

Tra le soluzioni suggerite, il PRC propone la riduzione delle indennità di consiglieri regionali, assessori e della presidente della Regione Stefania Proietti, come segnale di equa condivisione dei sacrifici richiesti alla cittadinanza. Questa misura, se attuata, potrebbe rappresentare un gesto di responsabilità politica e contribuire al risanamento del bilancio sanitario senza gravare esclusivamente sui cittadini.

Il PRC riconosce che la giunta attuale si trova a gestire un’eredità complessa, ma sottolinea che il peso del disavanzo non deve ricadere solo su lavoratori, pensionati e piccole imprese. Invita l’amministrazione a valutare soluzioni che coinvolgano equamente tutte le categorie sociali per garantire un sistema sanitario efficiente e sostenibile.

In conclusione, il PRC sollecita un’analisi approfondita delle cause del deficit sanitario e invita la giunta a individuare misure di risanamento che non penalizzino ulteriormente le fasce economicamente più fragili. La trasparenza e un’equa distribuzione degli oneri sono essenziali per ristabilire la fiducia nelle istituzioni e migliorare la gestione della sanità pubblica in Umbria.

da un comuniocato stampa di Franco Cesario – Segretario Federazione di Perugia
Giulio Ratini – Segretario Federazione di Terni

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