Referendum: Serracchiani guida il fronte del pd contro la riforma

Maggioranza divisa e scelte dannose, Verini denuncia lo stallo

Voto referendum: a Terni Debora Serracchiani lancia la sfida

TERNI, 28 gennaio 2026– La mobilitazione del Partito Democratico contro la riforma costituzionale della giustizia entra nella sua fase più calda con un appuntamento di rilievo nazionale. Domani, giovedì 29 gennaio, alle ore 17.30, Terni ospiterà un confronto di alto profilo politico per ribadire le ragioni del “no” al prossimo quesito referendario. L’evento vedrà la partecipazione straordinaria di Debora Serracchiani, responsabile nazionale giustizia del Nazareno, chiamata a illustrare le criticità tecniche e politiche della consultazione popolare. Accanto a lei, il senatore Walter Verini e i vertici locali del partito si ritroveranno per compattare la base e i cittadini in un momento di profonda trasformazione istituzionale, puntando a una narrazione che metta al centro la tutela dei principi costituzionali e l’efficienza reale dei tribunali italiani.

Oltre al tema referendario, la segreteria provinciale guidata da Carlo Emanuele Trappolino intende sfruttare l’appuntamento per lanciare un nuovo manifesto programmatico dedicato alla crescita dell’area ternana. L’obiettivo dichiarato è quello di superare le logiche di fazione per costruire un progetto partecipato che coinvolga forze sociali, economiche e civili del territorio. In un periodo in cui la Regione Umbria sta concentrando investimenti strategici e risorse progettuali sulla conca, il Partito Democratico rivendica un ruolo di guida propositiva. Il segretario ha sottolineato come la concretezza debba essere la bussola dell’azione politica unitaria, ringraziando i rappresentanti istituzionali per il lavoro svolto nonostante il clima di tensione e gli attacchi personali che hanno recentemente colpito figure come Anna Ascani e Francesco De Rebotti, ai quali è stata espressa massima solidarietà.

L’incontro alla Sala Blu di Palazzo Gazzoli, si preannuncia come una vera e propria maratona di interventi qualificati. Ad aprire i lavori saranno i segretari Trappolino e Leopoldo Di Girolamo, seguiti da una platea nutrita di amministratori, consiglieri regionali e rappresentanti del mondo forense. Tra i contributi attesi figurano quelli del capogruppo Pierluigi Spinelli, del consigliere Emidio Gubbiotti e dell’avvocata Stefania Cherubini, oltre alla voce dei Giovani Democratici rappresentati da Francesco Buzzao. La presenza massiccia di esponenti come Maria Grazia Proietti, Francesco Filipponi e il segretario regionale Damiano Bernardini testimonia la volontà del partito di presidiare ogni singolo circolo, portando la discussione dal centro alle aree periferiche come Fabro e San Venanzo, dove le iniziative sono già entrate nel vivo.

Le conclusioni di Debora Serracchiani sanciranno il passaggio definitivo dalla fase di analisi a quella della mobilitazione attiva sul campo. Il Partito Democratico ternano punta a ristabilire un dialogo diretto con la cittadinanza, rifiutando polemiche descritte come “scomposte” e concentrandosi sulla costruzione di un’alternativa di governo autorevole e radicata. La sfida del referendum diventa così il catalizzatore per una riflessione più ampia sulla qualità della democrazia e sulla capacità delle forze progressiste di interpretare le sfide della modernità. La serata di domani non sarà quindi solo un’iniziativa elettorale, ma un vero laboratorio politico in cui la solidarietà interna e la progettualità strategica dovranno fondersi per offrire alla città di Terni e all’intera regione una prospettiva di sviluppo solida, inclusiva e duratura.

Il PD territoriale sottolinea come l’impegno dei militanti e dei dirigenti debba essere orientato alla creazione di programmi che partano dal basso, come riporta il comunicato dell’Ufficio Stampa Pd Provinciale Terni.  In questa cornice, il tour referendario serve a informare la popolazione su tecnicismi spesso complessi, rendendo i cittadini consapevoli delle implicazioni che la riforma potrebbe avere sulla separazione dei poteri e sull’indipendenza della magistratura. Con la presenza di figure come Gabriele Posti e Benedetta Baiocco, l’assemblea punta a dimostrare compattezza assoluta.

I video

 

 

1 Commento

  1. avevo deciso di non recarmi alle urne perché il tema è squisitamente tecnico ed anche perché oggettivamente non credo nell’ istituto referendario. Ora alla luce delle prese di posizione di questi soggetti, cambio idea. Andrò per votare il contrario di quello che chiedono questi tizi. Sicuramente sarà la cosa giusta

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*