Ospedale di Spoleto, numeri della Regione fuori dalla realtà

Ospedale di Spoleto, numeri della Regione fuori dalla realtà

Ospedale di Spoleto, numeri della Regione fuori dalla realtà

Sulla chiusura del Punto nascita di Spoleto i numeri forniti dall’assessore alla Sanità, Luca Coletto, contrastano totalmente con i dati Istat. Basta una semplice comparazione tra i nati nel 2020 e quelli nel 2021 nei comuni dell’area di riferimento individuata dal Ministero per vedere che c’è stato un incremento di 26 unità. Pretendiamo di avere i dati disaggregati nel trend storico con i rispettivi comuni di provenienza dei nascituri”.

Lo chiede il capogruppo regionale M5S, Thomas De Luca, annunciando la presentazione di una interrogazione a risposta immediata sull’argomento. “Il parere – spiega De Luca – ha una discrasia di 123 nati provenienti da ulteriori comuni non ricompresi nel calcolo, molto probabilmente Terni, Foligno e Perugia. Oltre a questo c’è un dato ancora più eclatante: nella tabella allegata al parere non sono stati presi in considerazione i 30 nati nel Comune di Norcia, che viene escluso dal bacino di riferimento del Punto nascita di Spoleto.

Siamo di fronte, quindi, a un parere viziato dall’omissione del comune più grande della Valnerina. Nell’ordinanza numero 67 del 22 ottobre 2020 della presidente Tesei con cui veniva ‘sospeso’ il Punto nascita era scritto testualmente (art.1) che al termine dell’emergenza sarebbe stata ripristinata la situazione ex ante.

Una Giunta regionale che non rispetta ciò che scrive nelle sue stesse ordinanze si definisce da sola come totalmente inaffidabile. I numeri forniti dalla Regione Umbria non quadrano e la risposta alla presentazione di documenti inediti svelati dal Movimento 5 Stelle dimostra ancora una volta che siamo di fronte a una chiara scelta politica che si cerca di giustificare con calcoli oltretutto approssimativi.

E’ opportuno aggiungere – conclude il consigliere di opposizione – che la Regione non ha dato alcuna spiegazione sul motivo per cui non si sia provveduto a garantire l’adeguata copertura di personale necessaria alla riapertura del Punto nascita. Qual è stato il contenuto della missiva inviata a fine gennaio 2021?”.

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