NO AL CAVALCAVIA DI COSPEA, NO A UNA PICCOLA ‘PIGNETO’

cospea(UJ.com3.0) TERNI – Italia Nostra si unisce alla battaglia dei residenti del quartiere Cospea nell’opposizione al progetto dell’impattante cavalcavia di Via Alfonsine. Nessuno sente il bisogno di un’opera simile, soprattutto alla luce della ragionevolezza dei piani alternativi proposti mesi fa dal Comitato all’uopo costituito dai cittadini. Piani che meriterebbero una risposta certa. In particolare, per collegare utilmente i due poli, sarebbe bene realizzare un tunnel pedonale, magari proprio con attività commerciali o spazi espositivi al suo interno, ottenendo in questo modo anche lo scopo di riparare i clienti dai rigori dell’inverno e dal sole estivo. Ciò anche considerando che una galleria carrabile sarà comunque costruita per collegare i due parcheggi sotterranei, quello dell’esistente centro commerciale e quello del futuro polo. Il Comitato richiede la presenza nel tunnel delle dotazioni tecnologiche più avanzate: videosorveglianza, climatizzazione, illuminazione adeguata, mobilità meccanizzata.

Occorre una soluzione tesa all’ascolto e alla recezione delle istanze dei cittadini di Cospea, considerando l’elevato impatto ambientale, estetico e urbanistico del viadotto che, ad esempio, i residenti dell’edificio sovrastante Le Clerc si ritroveranno davanti semplicemente aprendo le finestre, quasi allo stesso modo dei romani del quartiere Pigneto, borgata letteralmente stuprata negli anni ’70 dai cavalcavia della Tangenziale Est. Non è un caso, allora, che, tornando a Cospea, il progetto iniziale prevedesse proprio l’interramento di quella parte di Via Alfonsine, forse poi valutato come troppo oneroso, ma altrove portato correttamente avanti, come nel caso di Via Guglielmi. La tratta Via Narni-Via Alfonsine-Via Di Vittorio-Via M.L.K, costituisce però un punto altamente critico della viabilità locale, con forte concentrazione anche di TIR. Italia Nostra chiede che, su queste direttrici, l’Amministrazione consideri la necessità di interventi strutturali, astenendosi da iniziative minimali, peraltro totalmente inutili, nonché antieconomiche e disastrose a livello ambientale.

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