Politiche concrete per sicurezza, salari equi e futuro
Il Primo Maggio è una data che impone serietà e responsabilità. È da questa consapevolezza che parte la riflessione di Marco Squarta, europarlamentare del gruppo ECR, che in occasione della Festa dei Lavoratori sottolinea alcuni nodi ancora irrisolti, ma anche opportunità da cogliere con lucidità.
“Il lavoro è ancora troppo spesso terreno fragile” – osserva Squarta. “Fragile quando si parla di sicurezza, e ogni incidente mortale ce lo ricorda in modo tragico. Fragile quando si guarda ai giovani, che faticano a trovare spazi, riconoscimenti e contratti stabili. Fragile anche per chi lavora da anni, e continua a farlo senza vedere crescere la propria retribuzione in modo proporzionato al costo della vita”.
Il governo, sottolinea, ha messo in campo misure significative, tra cui il rafforzamento dei controlli sulla sicurezza, investimenti nella formazione e un pacchetto di oltre 5 miliardi per sostenere occupazione e competenze.
“Sono segnali importanti che vanno consolidati, senza dispersioni né sovrapposizioni. L’obiettivo dev’essere uno: un mercato del lavoro in cui merito e dignità vadano di pari passo”.
Un passaggio centrale è dedicato all’Europa, che secondo Squarta deve rivedere alcune scelte strutturali. “Le politiche green, così come sono state concepite, stanno già mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro in settori produttivi strategici. La transizione ecologica non può diventare una transizione sociale al ribasso. Servono tempi, risorse e realismo. Altrimenti, il prezzo lo pagano le famiglie e le imprese”.
Altro punto cruciale: i salari. “Per garantire retribuzioni più dignitose bisogna alleggerire il costo del lavoro. Allentare i vincoli del Patto di stabilità non è solo una questione di contabilità: significa poter ridurre la pressione fiscale sul lavoro e liberare risorse per chi produce. Anche su questo, l’Europa deve fare la sua parte, scegliendo se essere un vincolo o una leva”.
Squarta conclude con uno sguardo concreto: “Chi lavora non chiede celebrazioni, ma giustizia economica, sicurezza, riconoscimento. Il Primo Maggio serve a ricordarcelo. Il resto tocca a noi”.

A proposito delle “politiche green” andrebbe fatto presente che perfino l’ex Premier Laburista Tony Blair, per anni faro dei progressisti europei, ha affermato che la “transizione ecologica è destinata a fallire”. Le politiche ambientaliste, che vorrebbero spegnere le centrali e fermare le auto a combustione termica, sono irrazionali, perchè a fronte di enormi sacrifici della gente i risultati sono minimi. Finalmente anche il “modello del green” che ha ispirato la sinistra europea (in particolare il nostro Renzi) si è dovuto arrendere difronte alla realtà.