Luciano Pellegrini si candida con M5s, nonostante la sua grave disabilità

Luciano Pellegrini si candida con M5s, nonostante la sua grave disabilità

PERUGIA: LETTERA APERTA DI UN CANDIDATO 5 STELLE

Mi chiamo Luciano Pellegrini, sono disabile, laureato, padre di due gemelli, conosciuto come autore e impegnato nel sociale, ho deciso di candidarmi. Atto di coraggio? “Certamente, si può dire così, ma posso affermare che la mia candidatura è una grande opportunità anche per chi ha certi problemi. Io, tra l’altro, non posso parlare come vorrei ma posso pensare e scrivere. Vorrà dire che qualcuno sarà mia voce e dimostrerò, come da  anni cerco di fare nelle mie attività, che avere una disabilità non deve essere una prigione.

Così quello che oggi è un limite potrebbe diventare occasione di un sistema di comunicazione integrato e civile. E’ la mia visione della vita questa, che mi spinge a pensare che la comunità non può esistere se qualcuno “resta indietro” e perché ciò non accada, ognuno si deve adoperare in un abbraccio che possa comprendere tutti.

Al di là del programma presentato per le amministrative di maggio, faccio una premessa con qualche dato fornito dall’Osservatorio Regionale sulla condizione delle persone anziane o con disabilità.

Nel 2013, in Umbria, le persone con limitazioni funzionali sono circa 59 mila.

Il tipo di limitazione che interessa il numero maggiore di persone è la perdita di autonomia nello svolgere le principali attività quotidiane come vestirsi o spogliarsi, lavarsi le mani, il viso, o il corpo, tagliare e mangiare il cibo. In Umbria sono oltre 40 mila le persone con questo tipo di difficoltà. Le persone che dichiarano problemi di tipo motorio sono 32 mila,  mentre la tipologia di disabilità rappresentata dal confinamento, che implica la costrizione a letto o su una sedia, riguarda 23 mila individui, cioè 27 ogni mille abitanti. Infine, le persone che dichiarano ostacoli nella sfera della comunicazione sono complessivamente 18 mila, pari al 20,9 per mille. In tutti i casi si registra un incremento delle persone con limitazioni dall’inizio degli anni duemila.

Perchè cito dati?? Perchè siamo tanti e non possiamo più permetterci di essere ignorati. C’è bisogno di recuperare quel senso di fraternità che ci rende simili e degni di essere umani. Per fare questo abbiamo bisogno di avere pari opportunità di vita. Questo significa costruire una società civile fondata sul diritto, sulla libertà e sulla felicità di tutti.

Che cosa fare dunque per rendere concreta questa visione, che non resti un bel discorso sulla carta?

Scrivo per punti perché la nostra comunicazione sia immediata e priva di fronzoli:

1-inserimento nei POF (piani offerta formativa scolastica), dalle scuole elementari, di progetti che insegnino il valore della “relazione di aiuto” nel suo vero significato. La vera “relazione di aiuto” è quella che si inserisce nel bisogno dell’altro il quale ha la possibilità, per suo mezzo, di recuperare la sua autonomia  senza essere sostituito in tutto.

2-censimento delle barriere architettoniche della città.

Questo passo è necessario se vogliamo capire dove la disabilità rappresenta un problema insormontabile. Conoscere e quantificare significa raccogliere dati importanti che ci permetteranno poi di fare interventi mirati a ripristinare luoghi che siano accessibili a tutti. Il censimento delle barriere architettoniche deve essere effettuato seguendo un circuito che colleghi i luoghi significativi e strategici della città, quali scuole, attrezzature, giardini pubblici ed impianti sportivi. Ad esempio, farsi accompagnare da una persona con ridotte capacità motorie per individuare le criticità, può essere un modo di acquisire una diversa visione del camminare in città.

3-Revisione del regolamento edilizio comunale affinché per le ristrutturazioni viarie si rispettino le priorità dei percorsi per i disabili e si definiscano regole a cui ottemperare per le soluzioni corrette da adottare.

4-censimento dei condomini con ascensori in cui non è possibile entrare con carrozzine per disabili. In Umbria sono molti i palazzi o che non hanno per nulla l’ascensore o che sono troppo piccoli. Evidentemente non sono abitati da persone con difficoltà motorie (ironia) oppure, semplicemente essi restano chiuse e confinate in casa. La legge permette ai privati di usufruire degli stanziamenti del Ministero delle Infrastrutture per l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle case private ma questo non è possibile per i condomini. Qui, è necessario che l’intero condominio, all’unanimità, sia d’accordo a fare l’opera e spenderci denaro. Conoscere la dimensione di questo problema nella città significa:

  1. riconoscere che gli edifici privati perugini, moltissimi, hanno bisogno di ammodernarsi e, in moltissimi casi costruire degli ascensori;
  2. fare sensibilizzazione per il superamento della attuale legge e stanziamento di sgravi fiscali e incentivi per i condomini virtuosi che vogliono abbattere le barriere architettoniche sarebbe anche la maniera per fare educazione alla pari dignità. (Già nel 2013 occorrevano alla regione oltre undici milioni di euro per rispondere positivamente alle richieste presentate dai privati cittadini per l’eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati . Nel 2018 la somma di 11.080.020,06 euro che verrà assegnata dal ministero è sufficiente a coprire tutte le esigenze fino al 31 marzo dell’anno in corso. Il decreto prevede, per l’Umbria, uno stanziamento di 1.231.000 euro riferita all’anno 2017, 3.693.000 per il 2018, 2.462.000 per il 2019 e 3.693.000 per l’anno 2020. A che punto sono i lavori in corso?)

5-indire una “gara” delle idee che siano progettazione di luoghi di confronto non per “stare dall’altra parte” ma per “stare insieme”. Sono convinto che il mondo dalla mia prospettiva si anch’esso diverso. Abbattere il muro della paura e del silenzio significa creare le condizioni per un nuova cultura della relazione che è sempre arricchente, sempre generosa e ci fa stare meglio intimamente.

Stare bene poi significa  anche abbattere ogni barriera culturale e mentale. Così, tutto diventa più armonico. I punti sopra rappresentano le partenze da cui cominciare un percorso insieme, partecipato, senza fermarsi a pregiudizi o figure stereotipe.”

I punti sopra rappresentano le partenze da cui cominciare un percorso insieme, partecipato, solo un inizio.

Ringrazio quanti vorranno concedermi l’onore di essere tra gli eletti, quanti avranno riposto in questo mio progetto la loro fiducia. Soprattutto ringrazio quanti non si sono fermati al pregiudizio.

Con affetto

Luciano Pellegrini

Movimento 5 Stelle

correlati

1 Commento

  1. Caro Luciano Pellegrini (compagno di lista), prendo poche parole d’una tua frase… Una disabilità psico/fisica (dimentichi intellettiva) NON può “diventare occasione di un sistema di comunicazione integrato e civile”: sì civile – dico – ma non integrato. Ogni integrazione, al di là che si tratti di mera comunicazione, necessita di parti o pezzi studiati e calibrati – a priori – che si combinino perfettamente gli uni agli altri. Da qui il mio ternario olistico che propongo alla tua riflessione: SENSO|AZIONE|GIUDIZIO (le tre dimensioni – come altezza|lunghezza|larghezza – sono necessarie ad ogni struttura integra). Ora la Natura – originaria e smisurata, madre, feconda e bella e quant’altro, è anche mutevole/scomposta, e soprattutto crudele (la crudeltà è una dimensione umana/non naturale). Così che Essa/natura si ribella all’uomo che la violenta – è lui a trasmutarla – ridisegnandola a sua immagine, secondo i suoi bisogni. La dimensione del CIVILE è altra cosa, assolutamente diversa (nel ternario di cui sopra implica soltato il Giudizio). E qui ti do ragione, tanta ragione che non immagini neppure. Solo il pensiero lucido dell’uomo (non i sensi/non le azioni) creano CIVILTÀ… In ciò che scrivi nella tua lettera aperta ci ricavo – appunto – del ‘pesiero’, e per ciò stesso sarai l’unico nome che scriverò nella scheda votandoti.

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Solve : *
10 − 9 =