Lega, quel centro immigrati non s’ha da fare discrepanze sui regolamenti

Mancini annuncia battaglia in consiglio regionale Drusian:  “Quelle case spettano a famiglie umbre”

Lega, quel centro immigrati non s’ha da fare discrepanze sui regolamenti
Foto secolo d'Italia (ritoccata)

Lega, quel centro immigrati non s’ha da fare discrepanze sui regolamenti

PERUGIA –  “No ad un nuovo centro immigrati nel cuore di Perugia. Alloggi con lavanderia e cucina?” La Lega Umbria alza la voce e porta tutti in commissione. A sollevare la questione il consigliere regionale Valerio Mancini in accordo con Gianluca Drusian, segretario Lega Perugia, che, documenti alla mano spiegano: “Come Lega abbiamo già richiesto ai vertici Ater tutta la documentazione inerente l’operazione, in attesa e d’accordo con il collega Fiorini, annunciamo un’audizione urgente in III Commissione consiliare del Dirigente di Ater, del Presidente della Cooperativa Perusia, dell’assessore alle politiche sociali del Comune di Perugia, Edi Cicchi, dell’Assessore Regionale per competenza, Luca Barberini e di sua Eccellenza, il Prefetto Cannizzaro, al fine di trovare una soluzione alternativa all’apertura di un nuovo centro profughi nel quartiere di Monteluce”.

Chiara la presa di posizione della Lega che prende le distanze da una simile operazione e chiede chiarimenti, attraverso una question time sul rapporto tra Ater e Regione Umbria a fronte della Legge 19/2010 per cui le residenze popolari debbano essere assegnate a cittadini UMBRI come decretato nell’articolo 1 della legge regionale.

A nostro avviso – continuano i leghisti – esiste un cortocircuito legislativo che deve essere verificato e nel caso risolto, perché esistono importanti discrepanze, oltre che sull’applicazione della L.R. anche tra l’azione di Ater e quanto contenuto nello statuto interno dell’azienda stessa, per cui, come da art.1 comma 2, le residenze possono essere assegnate solo ai nuclei familiari.

Per la Lega quelle case spettano ai padri separati, alle famiglie italiane in difficoltà e se dovesse esistere, come supponiamo, una negligenza interpretativa di regolamenti e statuti ci sembra doveroso intervenire per fermare questa assurda operazione che testimonia, in maniera inequivocabile, come sia stato  sovvertito il più elementare buon senso del bene pubblico”

Rassegna stampa

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