LA CITTA’ CHE NOI VOGLIAMO, IL TERZO INCONTRO

LaCittaCheVogliamo-9940(UJ.com3.0) PERUGIA – E’ stata definita un gran bel colpo d’occhio la presenza massiccia degli studenti che questa mattina hanno assistito, nella Sala del Consiglio, al terzo incontro del progetto sperimentale rivolto agli studenti delle scuole superiori di secondo grado “La città che noi vogliamo”, finalizzato alla promozione della cultura della legalità. Partendo dal libro “Faide”, racconti nati dall’esperienza sul campo, in Calabria, del giornalista e scrittore Biagio Simonetta, l’intensa mattinata, dove non sono mancati proficui botta e risposta tra studenti e istituzioni, si è avvalsa, tra l’altro, del primo intervento da sottosegretario all’Interno dell’on. Gianpiero Bocci che ha ricordato come l’Amministrazione comunale abbia fatto della sicurezza e della legalità un tema centrale della propria attività.

Inesatto parlare di mafia ma corretto parlare di mafie; sbagliato pensare che sia un fenomeno circoscritto ad alcune regioni e che sia una cosa che non ci riguarda. La legalità come scelta di campo consapevole; la crisi che mette in mano alle mafie interi pezzi del Paese. Spinelli: le droghe leggere ingrassano la criminalità organizzata quanto l’eroina e la cocaina. Occorre fare una scelta di campo. Questi, in estrema sintesi, tra i temi dell’incontro.

Spaccio e prostituzione i fenomeni illegali più evidenti, ma “rifiutiamo l’appellativo di Perugia capitale della droga” ha detto il sindaco Boccali, ricordando la storia, la cultura e la qualità sociale alta, in assoluto e in proporzione, di una città che dopo l’omicidio di Meredith Kercher ha visto cambiare la propria percezione nel mondo. “Anche nella nostra regione dobbiamo alzare la guardia”, ha detto ancora il sindaco, indicando in iniziative come quella di oggi l’inizio di un percorso che non si sarebbe avviato se non si fosse riconosciuto il problema. “Dobbiamo diventare educatori alla pari per fare al meglio il nostro lavoro”.

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Per l’on. Bocci l’iniziativa di oggi è “il risultato di una città che da diversi anni si interroga sui temi della sicurezza”. Bocci ha ricordato che anche se non perfetto, l’intervento delle forze dell’ordine ha ottenuto grossi risultati negli ultimi anni, risultati che non ci sarebbero stati senza persone che si sono battute per lo Stato, come Falcone, Borsellino e Manganelli. Il sottosegretario ha parlato poi dei settori nei quali le mafie si stanno infiltrando: ambiente, usura, emigrazione. Ricordando che la Calabria è la regione con il più alto numero di consigli comunali sciolti per ‘ndrangheta, ha parlato di una vera e propria emergenza nazionale che la crisi porta con sé, visto che le mafie dispongono di molta liquidità e comprano di tutto mentre il resto del Paese è costretto a vendere.

Il consigliere Antonino Chifari, delegato alla Legalità e coordinatore, ha sostenuto che “siamo in sala del Consiglio per mettere i giovani al centro del nostro progetto. No muri tra cittadini e Amministrazione ma ponti per una strada da percorrere insieme per il bene comune”.
Durante l’incontro è stato firmato il protocollo d’intesa tra il Comune e il liceo artistico B. Di Betto su un progetto riguardante la legalità e che sarà realizzato a novembre.

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