Francesco De Rebotti invita Tommaso Bori ad un confronto “all’americana”

 
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Francesco De Rebotti invita Tommaso Bori ad un confronto "all'americana"

Francesco De Rebotti invita Tommaso Bori ad un confronto “all’americana”

Caro Tommaso,

 ho letto con grande attenzione e soddisfazione la tua intervista perché, dopo tanto tempo, trovo, finalmente, se non altro un terreno comune di riflessione.  Proprio per questo mi è utile spiegarti meglio, se ancora non fosse chiaro, che la questione del Congresso non è il suo tempo di svolgimento.

 Un tempo purtroppo infausto, complesso e disabitato, messo ancora più in difficoltà dalla situazione sanitaria che stiamo vivendo.

 La questione non è neppure la ribalta dei “cavilli” e, comunque, mi permetto di consigliarti di non manifestare tutta questa insofferenza nei confronti delle regole e delle procedure, perché in politica il metodo è sostanza.

 Il problema più grande è il tipo di Congresso che stiamo portando avanti, un Congresso completamente impermeabile alla politica, che fin dal suo primo vagito ha assunto le sembianze tristi di una conta tra pochi reduci di una fase depressiva del PD. Un Congresso per “addetti ai lavori”, per pochissimi iscritti, abbandonati e alienati, e riavvicinati con i metodi della gestione del consenso.

  • Senza quindi la possibilità di mettere in gioco energie nuove o di ritorno, ripensamento di chi si è allontanato o è stato allontanato.

Un’apertura a cui doveva corrispondere un’adesione, un’iscrizione frutto della propria volontà e con metodo chiaro e trasparente.

 Un congresso soprattutto aperto, in ascolto della società umbra.

Un grande appuntamento di confronto che il PD poteva e doveva costruire con profonda umiltà e generosità, mettendo sul piatto non l’autorevolezza del distintivo ma quella che passa dalla capacità di aprirsi, ascoltare, modificare ed arricchire quella che doveva essere una piattaforma ed una visione innovativa e partecipata delle nostre terre.

  • Arricchita da valori, idee, progetti su cui interloquire col governo nazionale e sfidare le destre locali e fare dura e profonda opposizione.

Sull’utilizzo del Recovery Fund, sul Mes, sul futuro per il quale l’unica certezza, ora, sono le risorse.

  • Senza percorsi salvifici che rischiano, surrettiziamente, di nascondere altro, come purtroppo sappiamo bene.

Che fanno invece trasparire parole, concetti, parole d’ordine che per distanza dalla realtà e dalla genuinità appaiono ancora più dolorose, perché rischiano di cadere a terra appena pronunciate o scritte.

 Sono estremamente deluso e dispiaciuto di assistere a tutto ciò, non avrei mai voluto vedere e vivere uno scarto così evidente tra la cruda realtà e quello che penso, per certi versi sogno o ho sognato per tanto tempo, in mezzo a mille difficoltà, fasi particolari e dolorose della nostra comunità.

Penso anche che i pochi giorni che avremo dovremo spenderli, ognuno secondo la nostra coscienza e disponibilità, a dare un senso diverso a questa storia recente, inadeguata ai nostri tempi ed all’appuntamento che la storia ci e ti riserva, essendo tu il più autorevole esponente politico ed istituzionale del PD dell’Umbria.

 Potrei arricchire l’analisi di esempi che dimostrano l’insensatezza di questa vicenda politica, l’allontanamento siderale allo spirito fondante il PD, quello di Spello per intenderci, visto che è stato generato anche dalle nostre terre.

  • Non lo faccio perché ho a cuore questa comunità.

 Vedi, Tommaso, la questione non si risolve banalmente offrendoci un posto negli organismi dirigenti regionali. La questione, invece, si può risolvere offrendo agli umbri un PD con un profilo di governo, inclusivo e plurale, aperto e attrattivo.

  • Apriamo e decidiamo, dando seguito alla volontà di voltare insieme le pagine, di scrivere una storia diversa.

E siccome qui non c’è nessuno che ha paura del confronto, avanzo a te, a Massimiliano e ad Alessandro una proposta: chiediamo ad una TV locale di ospitare un “dibattito all’americana” tra noi quattro, con al centro le questioni concrete che interessano gli umbri. Mi sembra un buon modo, in sicurezza, per rimettere al centro la politica.

 Ne approfitto per dirti che nel frattempo ho aderito alla proposta che ci ha avanzato Massimiliano di incontrarci lunedì in Valsorda, per parlarci respirando aria buona, della quale abbiamo tanto bisogno.

 PS: il tema dello svolgimento del congresso in sicurezza non lo pongo io, ma i fatti: l’aumento dei contagi e gli ulteriori dpcm che il Governo si appresta ad approvare. Su questo, però, sono certo che non ci potrà essere discussione tra noi.

 

 

                                                                       Francesco De Rebotti

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