Nuovo piano a Perugia per fermare il caos treni e ritardi
Il cuore istituzionale dell’Umbria ha rotto gli indugi, approvando un documento di indirizzo che punta a stravolgere i rapporti di forza con i colossi del trasporto su ferro. Sotto la guida di Sarah Bistocchi, l’Assemblea legislativa ha dato il via libera a una risoluzione che non è solo un atto formale, ma un vero e proprio mandato alla Giunta per avviare una trattativa serrata a Roma. La richiesta centrale è l’apertura immediata di un tavolo di crisi che coinvolga il Ministero delle Infrastrutture e le amministrazioni di Umbria e Lazio. Si tratta di una mossa necessaria per tutelare chi, ogni giorno, vive l’odissea del pendolarismo verso la Capitale, affrontando un servizio che ha smesso di garantire i requisiti minimi di affidabilità e dignità, come riporta il comunicato dell’Assemblea Legislativa – Regione Umbria.
Il problema che soffoca i trasporti Umbria ha un nome preciso: il sovraffollamento della tratta Orte-Roma. L‘assessore Francesco De Rebotti ha spiegato con estrema franchezza come i treni regionali e gli intercity siano diventati gli “ultimi della classe” su una linea dove i convogli ad alta velocità dettano legge. Spesso, per lasciare spazio ai treni a mercato, i regionali vengono dirottati sulla vecchia linea lenta, aggiungendo mezz’ora di ritardo a viaggi già estenuanti. Questo squilibrio non è più considerato tollerabile. La Regione chiede ora una revisione della gestione delle “tracce” orarie, pretendendo che il Ministero eserciti il suo ruolo di arbitro per evitare che il diritto alla mobilità dei cittadini umbri venga sacrificato sull’altare della competizione commerciale tra vettori ferroviari.
Un altro pilastro della battaglia umbra riguarda il portafoglio e il comfort dei viaggiatori. L’Assemblea ha impegnato l’esecutivo a negoziare un sistema di indennizzi automatici. L’idea è semplice ma rivoluzionaria: superata una certa soglia di ritardi accumulati nel mese, il rimborso deve scattare senza che l’abbonato debba affrontare estenuanti procedure burocratiche. Parallelamente, resta alta la tensione sulla consegna dei nuovi convogli capaci di toccare i 200 km/h. Ordinati anni fa, questi treni sono considerati vitali per poter finalmente competere in termini di velocità sulla linea Direttissima. La Regione pretende ora tempi certi e non più promesse vaghe, denunciando come l’attuale parco mezzi sia insufficiente a garantire la puntualità e la qualità del servizio promesse dai contratti vigenti.
Nelle audizioni sono intervenuti:
Letizia Michelini (Relatrice di Maggioranza)
Il servizio ferroviario regionale ha subito un grave deterioramento a causa di ritardi cronici, treni soppressi e la mancata consegna di nuovi convogli veloci (200 km/h). I pendolari della tratta Roma-Terni sono i più colpiti, subendo frequenti dirottamenti sulla linea lenta che compromettono la loro qualità della vita. La politica deve intervenire con soluzioni strutturali coinvolgendo il Governo e le regioni limitrofe.
Enrico Melasecche (Lega – Minoranza)
Accusa la maggioranza di aver peggiorato la situazione ferroviaria solo nell’ultimo anno e di non aver voluto unificare le mozioni. Rivendica i risultati della precedente Giunta (investimenti sul Nodo di Perugia e acquisto di 12 treni veloci). Sostiene che Trenitalia debba garantire rimborsi puntuali e che l’assessore debba pretendere da RFI il rispetto degli impegni, specialmente l’accesso alla linea direttissima.
Cristian Betti (Capogruppo PD)
Esprime pieno sostegno all’assessore De Rebotti per il lavoro di mediazione svolto con i pendolari. Sottolinea che il Ministero dei Trasporti non può restare a guardare, ma deve assumersi le proprie responsabilità e agire in modo proattivo per risolvere le inefficienze delle aziende ferroviarie (RFI e Trenitalia).
Fabrizio Ricci (AVS)
Contesta l’approccio di Melasecche, difendendo i lavoratori del settore trasporti che non hanno colpe per i disservizi. Loda il metodo dell’ascolto e della partecipazione adottato dalla nuova Giunta e dalla Commissione, che hanno costruito la risoluzione partendo dal confronto diretto con i cittadini e i comitati.
Laura Pernazza (Forza Italia)
Critica duramente la maggioranza per aver bocciato la proposta dell’opposizione in commissione. Sostiene che la retorica del “voler includere e unire” sia falsa, poiché la sinistra avrebbe preferito far valere la forza dei propri numeri in aula piuttosto che cercare una sintesi condivisa sui trasporti.
Francesco De Rebotti (Assessore Regionale)
Individua il problema principale nel “tappo” della direttissima Orte-Roma: i treni regionali vengono sacrificati per dare spazio all’Alta Velocità commerciale. Chiede una regia del Ministero per riequilibrare le tracce orarie. Propone inoltre un nuovo sistema di rimborsi basato sul cumulo dei ritardi annuali e l’uso di treni a maggiore capacità (duplex) per alleviare il sovraffollamento.
Per le repliche finali:
Melasecche (Lega): Ribadisce che l’Alta Velocità è ormai un servizio di massa e che occorre iniziare subito a progettare il “sestuplicamento” (nuovi binari) della linea per Roma. Accusa il PD di aver lasciato nel 2019 un settore trasporti distrutto.
Michelini (Maggioranza): Conclude chiedendo che l’atto abbia la massima forza politica e invita l’opposizione a collaborare, sollecitando i propri rappresentanti al Governo nazionale affinché il Ministro apra finalmente il tavolo di confronto richiesto.
I massicci investimenti del PNRR stanno trasformando le reti, ma la fase di transizione sta generando disagi record. La sfida dei trasporti Umbria non si vince solo con il cemento, ma con una comunicazione trasparente: l’atto approvato chiede infatti che Trenitalia informi i passeggeri in tempo reale, eliminando quel senso di abbandono che colpisce chi resta bloccato in mezzo alla campagna senza sapere quando potrà riabbracciare i propri cari.

Commenta per primo