Elezioni Terni, Carlo Miccadei, quando non si ha il coraggio delle idee

Elezioni Terni, Carlo Miccadei, quando non si ha il coraggio delle idee

da Carlo Miccadei (Assessore al Funding proposto dal M5S Terni)
Elezioni Terni, Carlo Miccadei, quando non si ha il coraggio delle idee L’Umbria fanalino di coda nella spesa dei fondi europei, scrive il Corriere dell’Umbria di sabato 15 giugno, subito smentito da Catiuscia Marini che rimprovera alla testata giornalistica di aver letto superficialmente il Rapporto della Banca d’Italia. I dati considerati nel rapporto, come indicato correttamente dalla BdI, erano quelli disponibili al momento della sua redazione. Se il CdU avesse incrociato queste informazioni con quelle aggiornate e pubbliche della Commissione europea, avrebbe notato che l’attuazione dei programmi europei ha nel frattempo preso ad avanzare a un ritmo compatibile con gli obiettivi di spesa intermedi dell’Umbria.

E’ pur vero, tuttavia, che se i programmi migliorano nel loro complesso, parti importanti del PO FESR scontano ancora i ritardi iniziali. Anche in questo caso, sarebbe facile addossare le responsabilità all’Amministrazione regionale, ma la demagogia dei “porti chiusi” non mi appartiene. Allo stesso tempo non sarò l’avvocato d’ufficio della Regione, ne abbiamo anche troppi, di avvocati, nell’offerta politica corrente. Mi preoccupa invece il diffuso atteggiamento attento ad attribuire le colpe e distratto nell’indagare le cause, che drena acqua al mulino della demagogia.

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Veniamo alle informazioni corrette. Gli interventi urbani sono tra quelli in maggiore ritardo. Lo sconquasso politico del comune di Terni ha certo rallentato l’avvio dell’Agenda urbana, ma le altre città dell’Umbria non hanno fatto molto meglio. In realtà il problema è generale e va oltre le contingenze ternane. Le responsabilità dei comuni dell’Umbria nei fondi europei sono cresciute notevolmente e questi faticano ad adeguarsi al complesso processo di gestione. Il miglioramento della capacità amministrativa diventerà quindi condizione necessaria affinché tutto funzioni. Serviranno, pertanto, competenze concrete, non promesse volatili e superficiali. 

Non me ne vorrà l’avvocato Latini se ritengo le sue proposte preoccupanti nella loro superficialità, al pari dell’ardito paragone tra nazismo e Germania contemporanea messo in scena in sede istituzionale dal capolista della Lega. Nel progetto Cinque stelle trovo invece un reale cambiamento amministrativo, fondato sui lavoratori e sull’apertura alla città, in grado di accelerare l’attuazione degli strumenti di programmazione del Comune. Per questo la proposta di Prima Terni sul supporto alle imprese nell’accesso ai fondi, la considero una naturale integrazione del nostro ufficio di euro progettazione. Così come accolgo con convinzione l’appello al voto di Terni immagina, e con loro rivendico la storia dell’associazionismo ternano come antidoto ai sentimenti tristi su cui fanno leva i demagoghi di ogni sorta.

Quando non si ha il coraggio di questi principi, il buonsenso diventa panacea di tutti i mali. Più volte ho sentito Latini appellarsi al buonsenso, ma quello che ci deve spiegare è come intende realizzare le cose che dichiara. Da cittadino mi chiedo con quali criteri assegnerà le deleghe assessorili. A giudicare dall’ammucchiata partitica e dalle biografie politiche dei più votati nel suo schieramento, temo che più che il fascinoso Signore degli anelli, il testo di riferimento sarà il proverbiale manuale Cencelli.

Visto il continuo appello al cambiamento, mi chiedo anche quali idee potranno essere recepite senza compromettere gli equilibri di questa bizzarra coalizione.
Insomma, caro Latini, oltre alle generiche rassicurazioni di buonsenso, l’unica cosa certa ad oggi è la minaccia del famigerato “doping” cinese, come ci ha ricordato il vostro potenziale assessore Fiorini, il più votato della sua colazione.

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