ROMA – Giulio Andreotti è morto oggi alle 12 e 25 nella sua abitazione romana. Lo hanno reso noto i suoi familiari. Aveva compiuto 94 anni il 14 gennaio scorso. I funerali del senatore a vita Giulio Andreotti, scomparso oggi, si svolgeranno, a quanto si apprende, domani pomeriggio a Roma.
Tra i protagonisti della vita politica italiana della seconda metà del XX secolo, Andreotti è stato tra gli uomini più importanti della Dc. Presidente del Consiglio per 7 volte, senatore a vita, ha ricoperto numerosi incarichi di governo. La sua carriera inizia già alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando al seguito di Alcide De Gasperi diventa membro della Costituente nel 1946. (corriere.it)
Nessuno come lui puo’ dire di aver fatto l’Italia, nemmeno il Conte di Cavour. Se questi l’Italia la penso’, la volle e la sogno’ (ma non la vide), Andreotti di sogni non ne ebbe mai molti. Di volonta’ pero’ ne ebbe tanta, e soprattutto capacita’ di pensiero. Molto piu’ di pensiero che si azione, se e’ vero che lo riformarono in malo modo alla visita di leva e lui, divenuto ministro della difesa, ando’ a vedere che fine avesse fatto quell’ufficiale medico, per scoprire che se lo era portato via un infarto prima del tempo. Andreotti, piu’ di Cavour, ci ha lasciato l’Italia che conosciamo, con i suoi pregi (che sono molti) e i suoi difetti (che sono altrettanti). Lui il Paese lo ha lentamente e costantemente plasmato, con quella capacita’ di vedere e intervenire prima degli altri con una prontezza che Manzoni mise in bocca al conte Zio e Guicciardini indica, nei suoi “Ricordi”, come una delle vere cifre dello statista. Non a caso Andreotti e’ stato l’unico politico italiano a divenire una leggenda ancora da vivo. Come tutte le leggende, ha sempre diviso in due campi chi ne parlava. I suoi detrattori a sinistra lo chiamavano Belzebu’ (tradendo pero’ una involontaria ammirazione per le sue presunte arti mefistofeliche), i suoi ammiratori a sinistra (ne aveva) al centro e anche a destra (ne aveva pure qui) ne hanno sempre parlato come l’unico vero statista moderno del paese. Piu’ di Aldo Moro, piu’ di Alcide De Gasperi. Addirittura. (AGI)
Il presidente del Consiglio regionale Eros Brega, anche a nome dell’Assemblea legislativa dell’Umbria esprime “profondo cordoglio e vicinanza ai familiari” per la morte del senatore a vita Giulio Andreotti”. “Andreotti – dice Brega – è stato per decenni un protagonista indiscusso della vita politica e istituzionale dell’Italia del secondo dopoguerra. Anche se a volte si è trovato al centro di valutazioni e giudizi contrastanti, sia nel suo ambito politico che nei campi avversi – conclude Brega – , tutto questo non diminuisce la statura e il valore di un politico e di uno statista di altissimo livello che ha contribuito non poco a rafforzare e sviluppare la nostra democrazia repubblicana”.

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