Crisi Perugina Nestlè Marchetti, Lega, responsabilità politica centrosinistra

La Perugina-Nestlè - afferma il deputato leghista - è solo una delle tante vertenze aperte sul territorio umbro

Crisi Perugina Nestlè Marchetti, Lega, responsabilità politica centrosinistra

Crisi Perugina Nestlè Marchetti, Lega, responsabilità politica centrosinistra

PERUGIA – “La lettera che annuncia la cassa integrazione ai lavoratori della Perugina-Nestlè rappresenta l’ultimo atto di una dolorosa questione che vede ancora una volta protagonista in negativo il sistema economico e industriale dell’Umbria, con tutte le sue criticità e debolezze”. L’intervento è del deputato della Lega, Riccardo Augusto Marchetti: “La crisi di uno dei marchi storici del territorio inchioda alle proprie responsabilità tutti gli attori che hanno partecipato alla gestione della vicenda.

In primo luogo la multinazionale, che a parole ha promesso investimenti di rilievo per rilanciare il cioccolato, nel contempo cedendo prodotti alternativi quali “Rossana” e “Ore Liete” che avrebbero consentito di mantenere livelli di produzione adeguati anche nel periodo estivo in cui il prodotto principale non può essere efficacemente commercializzato. In secondo luogo, i sindacati che hanno avallato le scelte commerciali dell’azienda, approvando piani industriali fumosi in cui, però, era evidente l’impossibilità di mantenere adeguati livelli occupazionali.

Da ultimo, ma non per minore gravità per il ruolo rivestito, la Regione che, minimizzando per meri fini di consenso le problematiche della fabbrica, ha palesato tutta la sua inadeguatezza come interlocutore istituzionale, muovendosi nel solco di un’azione governativa che ha teso alla distruzione dell’apparato industriale del nostro paese.

Ed è proprio su tale aspetto che intendo soffermarmi – prosegue Marchetti – nella critica a un’azione politica che invece di difendere e valorizzare le eccellenze locali, ridurre il peso fiscale e i costi energetici, creare incentivi per le imprese e far “respirare” il mondo del lavoro attraverso agevolazioni e nuove assunzioni, ha preferito muoversi in senso opposto, gravando il peso fiscale, rendendo il lavoro sempre più precario, concedendo contributi senza vincoli di sorta a realtà economiche che poi hanno deciso di investire fuori dall’Italia, provocando licenziamenti e tensione sociale.

La Perugina-Nestlè – afferma il deputato leghista – è solo una delle tante vertenze aperte sul territorio umbro, dalla Colussi, alla Pozzi, Novelli e Maran, fino alle incertezze del ternano legate alla ex Sgl Carbon e Ast. Criticità diverse tra loro, ma tutte unite dallo stesso filo conduttore: politiche di governo regionale e nazionale che non sono state in grado di creare le condizioni favorevoli all’individuazione di un percorso finalizzato non solo alla permanenza, ma anche e soprattutto allo sviluppo e al potenziamento di aziende storiche profondamente legate al territorio e i suoi valori.

I fatti inconfutabili sono questi, messi nero su bianco in una lettera di collocazione in cassa integrazione senza possibilità di replica, fatta pervenire ai lavoratori, magari con mogli e figli da mantenere. Da parte mia – conclude Marchetti – posso promettere il massimo impegno affinché la vertenza Perugina-Nestlè, così come tutte le altre criticità umbre, abbiano la massima considerazione da parte della Lega, le cui politiche economiche e fiscali saranno improntate alla riduzione delle tasse e del costo del lavoro, al miglioramento delle condizioni strutturali ed economiche, alla difesa e valorizzazione delle imprese locali”.

1 Trackback / Pingback

  1. » BIBLIOTECARIA TODI, LEGA: “OMPHALOS SOFFRE DELLA SINDROME DI CALIMERO”

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*