Consiglieri morosi a Terni, arrivano avvisi chiusura indagini per nove eletti

 
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Consiglieri morosi a Terni, arrivano avvisi chiusura indagini per nove eletti

Consiglieri morosi a Terni, arrivano avvisi chiusura indagini per nove eletti Nove consiglieri del Comune di Terni hanno ricevuto avvisi di chiusura delle indagini in quanto sotto inchiesta della Procura della Repubblica per il reato di falso in atto pubblico commesso da privato. Di fatto avrebbero, secondo l’accusa, reso false dichiarazioni quando si è trattato di accettare l’elezione a Palazzo Spada.

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Sempre secondo quanto sostengono gli inquirenti i Consiglieri avrebbero dichiarato di non avere nessun debito pendente con l’amministrazione comunale né con le partecipate, la Sii, Asm e Terni Reti, ma non sarebbe stato così e per questo non sarebbero risultati candidabili. Si tratta, quindi, di aver fornito false dichiarazioni emerse durante la fase istruttoria condotta dal segretario generale Aronica, dalla quale è emersa la morosità che, poi, gli stessi consiglieri comunali hanno sanato legittimando, così, la loro carica.

Ricordiamo che in questo periodo era “caduta anche la testa” del consigliere “forzista”, Raffaele Federichi – legge Severino – per una condanna subita negli anni Ottanta.

L’ELENCO – Federico Brizi ( 401,85 euro per TerniReti), Emanuele Fiorini ( 528,24 euro), Giulia Silvani (593,14 euro), Luca Simonetti (77 euro quota mensile di refezione scolastica), Maurizio Cecconelli (6.553,07 euro per Tarsu e Asm), Michele Rossi (9.457,07 fra Tarsu, Asm e Sii), Francesco Maria Ferranti (213,18 euro al Comune), Monia Santini (75,53 euro del Servizio idrico).
Poi Raffaello Federighi (3.739,05 per Comune, Asm e Sii).

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