Chi è Marco Squarta, presidente Assemblea Legislativa
Nato a Perugia nel 1979, è avvocato e dipendente di una società di servizi. Nel 2015, a 36 anni, è stato eletto nell’Assemblea legislativa dell’Umbria risultando il candidato più votato del centrodestra con 3.808 preferenze. Nella X Legislatura è stato capogruppo di Fratelli d’Italia e Portavoce del centrodestra. È stato anche presidente del Comitato di valutazione e controllo e vicepresidente della Commissione per le riforme statutarie. È stato nominato portavoce provinciale di Perugia di Fratelli d’Italia e membro della direzione nazionale del partito. Nel 2006 ha fatto parte del Co.Re.Com. dell’Umbria. È stato Vice Presidente provinciale di Azione Giovani, dirigente nazionale di Azione Giovani e vice coordinatore provinciale del PdL.
Discorso del Presidente Marco Squarta subito dopo la rielezione
Presidente, Assessori, colleghe e colleghi. Ci ritroviamo in questa assise due anni e mezzo dopo la mia elezione, e nel frattempo sono accadute molte cose. Nel mio discorso di insediamento prospettavo tutta una serie di obiettivi da raggiungere nel medio e lungo periodo, immaginavo una ripresa forte, un cambio di passo netto, una discontinuità reale con il passato. Un passato che senz’altro aveva reso più fragile l’Umbria, la sua economia, la sua capacità di creare ricchezza.
Nel tempo sono state minate le basi per un benessere diffuso che potesse rinnovarsi e garantire quel buon vivere al quale molti della mia generazione erano abituati. E in quel discorso, di puro ottimismo pur consapevole delle difficoltà e del grigiore del momento, oggi più che mai mi appare quale monito per il futuro. Un orizzonte interrotto abbiamo davanti, perché da quel giorno è accaduto quel che nessuno avrebbe mai potuto immaginare o temere.
La pandemia ha sconvolto le nostre quotidianità, invaso ogni aspetto della nostra vita, deflagrato nei problemi che già erano lì presenti e che poi sarebbero esplosi in tutta la loro drammatica potenza. Questi due anni ci hanno trovati inizialmente increduli, poi impreparati, a tratti sfiduciati e spesso sconfitti. Ci hanno relegato a ruolo marginale, abbiamo perduto ogni ragionevole fiducia. Persino in noi stessi. Tutti. Su scala mondiale.
L’Umbria non ha potuto in nessun modo schivare quel colpo al ventre. L’Umbria, come il resto d’Italia e del mondo, si è trovata a dover reagire davanti a un nemico subdolo e imprevedibile. Dovessi dire oggi che è andato tutto bene, mi sentirei in difficoltà. E non lo farò.
Ma nell’imponderabile abbiamo reagito. Le nostre strutture sanitarie, messe a dura prova nel gravoso compito di affrontare un male sconosciuto, hanno messo in campo le energie migliori, le risorse più efficaci, un lavoro straordinario per il quale ringrazio i direttori sanitari e tutto il personale afferente ai nostri ospedali e distretti. Non sempre è bastato, gli esiti di anni di tagli e organizzazione fallace, hanno determinato una situazione di estrema difficoltà che perdura ancora adesso nonostante gli sforzi apprezzabili e apprezzati.
[su_panel background=”#fffffff” color=”#080907″ border=”4px solid #f00655″ shadow=”13px 2px 29px #c9c6c6″ radius=”8″ text_align=”center” target=”blank”]Dobbiamo fare di più. Ce lo chiedono i cittadini, ce lo suggeriscono i numeri, ce lo impone la coscienza. Dobbiamo puntare ad un’azione risolutiva per le liste d’attesa, una riorganizzazione complessiva della sanità regionale che tenga conto come primo atto, delle esigenze della collettività, è assolutamente prioritaria. Rispondere ai bisogni di chi soffre è un imperativo categorico che ci obbliga a fare di più. Oggi l’ordinario deve essere affrontato con mezzi straordinari, anche a costo di scardinare modus operandi che sembravano immutabili. Possiamo farlo e lo abbiamo già dimostrato agendo su quelle criticità che, in passato, non ci avrebbero consentito di rispondere alle urgenze della pandemia.[/su_panel]Sarà questa spinta al rigore a ridare corpo e vigore a tutto il personale sanitario, a quello amministrativo e tecnico stanco e sfibrato, che ci hanno condotti fuori dall’emergenza. A tutti loro va il mio ringraziamento più sentito. Ma non posso soffermarmi solo sugli aspetti sanitari, senza considerare quelli sociali, forse ancor più stringenti in questo tempo complicato. Rimane tanto da fare per i più fragili, sebbene il dialogo sia stato avviato.
Prioritario
E’ prioritario il loro diritto a un’esistenza dignitosa, semplificata, incoraggiata. Per rendere reali le migliori intenzioni, però, servono servizi e risorse aggiuntive, occorrono soluzioni strutturali, concrete, risolutive.
La proposta di legge sui disturbi del neurosviluppo, mia e di altri consiglieri, tende ambiziosamente a quegli scopi. Come anche la proposta di legge sul progetto esistenziale di vita, che risponde a un bisogno ancora più urgente, quello del diritto all’autodeterminazione.
Non sono ancora pienamente soddisfatto di quanto fatto per la parte debole della nostra Regione, ho paura che questa fase complicata abbia oscurato, rallentato, frenato le politiche per i disabili e le loro famiglie, colpite duramente e nel profondo, dalla situazione pandemica. So che non è facile intervenire quando ci si trova a confrontarsi con bilanci sempre più ingessati e risorse sempre più esigue. Ma per chi soffre, l’attesa diventa ancor più straziante, e il non agire una colpa ancora più grave. Auspico che i due anni mezzo che rimangono a questa maggioranza di Governo regionale siano sufficienti almeno per imbastire tutta una serie di azioni necessarie a cambiare radicalmente lo scenario attuale. La volontà è stata palesata in più occasioni e ringrazio l’Assessore Coletto per questo.
L’assemblea legislativa farà la sua parte, come per i mesi ormai trascorsi, vissuti in estrema difficoltà. Nonostante le chiusure, gli impedimenti, i vincoli stringenti, siamo stati il consiglio regionale che più di tutti in Italia si è riunito in presenza. Doverosamente abbiamo cercato di adoperarci per non far sentire l’assenza della nostra Istituzione durante le fasi più complesse della pandemia, riorganizzando totalmente la logistica dell’aula, il lavoro dei dipendenti e quello nostro. Uno sforzo immane che ho condiviso con il Direttore generale e l’ufficio di presidenza di allora e quello attuale. Mi corre quindi l’obbligo di ringraziare i vicepresidenti Fioroni, Meloni e Bettarelli, quest’ultimo insediatosi da poco e subito pienamente operativo. In quel contesto fragile ci siamo stretti in un clima di collaborazione che raramente si trova negli ambienti della politica, e per me questo rappresenta un invidiabile punto di forza. Insieme abbiamo operato per rendere più snella ed efficiente tutta la macchina amministrativa, tagliando chirurgicamente tutto il superfluo, recuperando importanti risorse che potranno essere impiegate per bisogni più urgenti.
L’Umbria del futuro non potrà prescindere da atti di programmazione che la portino fuori dall’isolamento infrastrutturale, culturale, economico. I nostri giovani, in parte costretti a tornare durante la fase pandemica, devono poter rimanere, certi di avere opportunità da sfruttare e cogliere.
Qualcosa è stato fatto, molto ancora c’è da fare. Dovremo essere rapidi, decisi, determinati a perseguire obiettivi e scopi, financo impopolari, perché il tempo delle buone intenzioni dovrà essere sostituito da quello delle buone pratiche.
Concretezza e serietà e un’attenzione particolare, dovuta, necessaria, a chi oggi patisce gli effetti della guerra che minaccia l’Europa e la sua struttura democratica. Alle nostre imprese, ai lavoratori che ancor più di ieri soffrono precarietà e incertezza, alle famiglie umbre che vivono nei territori marginali e lamentano carenza di attenzione e servizi.
La nostra terra è l’insieme di peculiarità e particolarità che la rendono appetibile a livello turistico/attrattivo, ma paga un ritardo strutturale sul fronte dell’accoglienza. Ecco, l’Umbria di domani dovrà essere in grado di guardare al passato con cura e premura, e al futuro con innovazione e modernità. Il potenziamento del ruolo dell’aeroporto di Sent’Egidio e gli investimenti sul freccia rossa vanno in questa direzione. Non si può tornare indietro su questo e altri intendimenti. Nessuna incertezza ci sarà consentita nei prossimi mesi e anzi, dovremo lavorare ancor di più e meglio per stringere accordi e collaborazioni in linea con quella voglia di riscatto di cui siamo portatori.
E ad ogni possibile azione dovremo essere in grado di annodare un impegno serio riguardo le tematiche ambientali. L’ambiente, il paesaggio, le ricchezze naturalistiche, rappresentano il punto di forza per un territorio come il nostro che ospita cammini religiosi, borghi incantati, scorci fiabeschi, corsi d’acqua e laghi che attraggono milioni di turisti da tutto il mondo. E’ con questo spirito che stiamo affrontando le criticità del Lago Trasimeno, le problematiche legate ai comuni del cratere, il rilancio culturale delle nostre montagne con eventi di qualità e spessore.
Le risorse imponenti del PNRR metteranno fine a questioni annose, al deperimento urbano di luoghi amati e poi abbandonati, all’impoverimento infrastrutturale.
Servirà un impegno elefantiaco, un rigore amministrativo senza precedenti, un’attenzione certosina per città e cittadini. Una sfida ambiziosa che, se vinta, cambierà lo scenario futuro.
Lo sport, care colleghe e care colleghi, che strascina con sé ogni politica giovanile. Quei fondi saranno indispensabili per rinnovare gli spazi della pratica sportiva, ormai obsoleti, deperiti, degradati. Senza un’attenzione particolare per i luoghi dei nostri ragazzi, non è possibile pensare a un futuro buono. E dotarsi di impianti di qualità è sinonimo di sviluppo e crescita economica, legata all’organizzazione di eventi in grado di spostare masse di atleti insieme alle loro famiglie. Significa innalzare la qualità della vita di ogni individuo.
La Presidenza
E qualche parola voglio spenderla per rasserenare gli animi, spesso troppo coinvolti, di chi fa politica pensando alle contrapposizioni e mai ai punti di contatto. In questi anni di Presidenza non sono mai venuto meno al mio ruolo di garante delle istituzioni. Mi sono mostrato lontano e distante dalla politica urlata nelle piazze, dai toni sprezzanti e dalle parole qualunquiste. Ho collaborato con la maggioranza e ascoltato le opposizioni, cercando sempre il confronto e mai lo scontro. Ho sperimentato i vantaggi del dialogo portando a casa, a volte, giuste sintesi utili alla nostra Regione.
Pur rimanendo saldo sui principi che da sempre mi ispirano, ho cercato di inaugurare una stagione nuova di leale cooperazione, lasciando da parte visioni manichee che mal si conciliano con le necessità che la contingenza del momento. Ho esortato più volte a un comportamento rispettoso del nostro regolamento, che consente ai consiglieri di esercitare il proprio ruolo di indirizzo e controllo sugli azioni della Giunta, tenuta a rispondere alle interrogazioni e alle richieste di accesso. Stimoli necessari per rendere merito al lavoro svolto da tutta l’Assemblea. Ho prontamente sollecitato ogni richiesta di accesso atti, ho garantito attenzione, rigore, imparzialità davanti alle richiesta della minoranza, garantendo tempi rapidissimi per le ammissibilità, facilitando l’inserimento negli ordini del giorno di interrogazioni mozioni, proposte di legge. Sempre con spirito di servizio e in ossequio alle prerogative di ciascun consigliere.
Potestà legislativa
Tanto più mi sento di incoraggiare ancora l’esecutivo a una maggiore presenza fisica durante le sedute d’aula, che non vengono convocate per diletto ma per chiara utilità. Il consiglio regionale ha potestà legislativa e non può assurgere a ruolo di semplice passacarte.
Un sano confronto democratico non può prescindere dalla condivisione delle regole. Nel rispetto di ogni punto di vista si possono costruire ponti per orizzonti altrimenti irraggiungibili. Ed è con questo auspicio che mi sento di ringraziare tutto il consesso presente. E’ per me un onore, un privilegio, un motivo di grande orgoglio ma anche una enorme responsabilità, proseguire nel mio ruolo di Presidente. Continuerò a farlo con lo stesso rigore, la stessa disponibilità, il medesimo impegno ma con ancor più determinazione, coraggio, lealtà

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