Caso Arcudi, Giubilei: «Il sindaco Romizi tace e non prende posizione»
da Giuliano Giubilei
«Pochi giorni fa mi chiedevo su Facebook quanto costerà alla maggioranza di destra del Comune la difesa a spada tratta del presidente Arcudi, del quale le opposizioni hanno chiesto un passo indietro dopo che il suo nome è apparso in una telefonata intercettata di un boss della ‘ndrangheta.
Prima si sono appellati a fantomatiche quanto inapplicabili sentenze dei TAR di Catania e di Lecce. Poi, abbandonata quella strada evidentemente impraticabile, il gruppo di Arcudi, Perugia Civica, ha emesso un delirante e intimidatorio comunicato in cui attacca l’opposizione – e in particolare, con una personalizzazione inaccettabile, la capogruppo del Pd Sarah Bistocchi – di giustizialismo. Peccato che nel comunicato di Perugia Civica manchi la firma del capogruppo Pici, che aveva chiesto per primo le dimissioni di Arcudi.
In tutto questo, naturalmente, come è suo costume il sindaco Romizi tace e non prende posizione su niente (quanto pensa di andare avanti così, e non solo su questa vicenda?).
La questione non è tanto Arcudi, del quale chiediamo un passo indietro per motivazioni politiche non giuridiche. La questione è appunto quanto sia disposta la maggioranza a pagare in termini politici per fare le barricate intorno alla poltrona del Presidente del Consiglio Comunale.
La maggioranza e naturalmente Romizi. Perfino in Messaggero, ieri lo ha ricordato in termini molto incisivi e pragmatici al “giovine sindaco”».


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