Gelo record in Umbria, San Silvestro artico e poi ribaltone

Gelo record in Umbria, San Silvestro artico e poi ribaltone

Minime fino a -12 gradi, freddo intenso e svolta mite a gennaio

L’ultima settimana del 2025 si apre in Umbria sotto il segno di un freddo intenso e persistente, con il territorio regionale stretto in una vera e propria morsa di gelo. Dalle vette appenniniche fino alle pianure, le temperature hanno fatto registrare valori nettamente inferiori alle medie stagionali, imponendo condizioni di forte disagio e criticità per la viabilità. Secondo i bollettini della Protezione Civile regionale e dell’Aeronautica Militare, tuttavia, il finale dell’anno non sarà solo gelido ma anche caratterizzato da una rapida e marcata evoluzione meteorologica.

La mattinata di lunedì 29 dicembre ha segnato l’apice dell’ondata di freddo. Le gelate sono risultate diffuse su tutta l’Umbria, con valori minimi scesi ampiamente sotto i -3 gradi in molte aree. Il dato più significativo è stato registrato sul Pian Grande di Castelluccio di Norcia, dove il termometro ha toccato i -12,4 gradi, confermando ancora una volta la conca come uno dei luoghi più freddi della regione.

Il gelo ha interessato non solo le zone montane, ma anche i fondovalle, dalla Valle del Niccone alla Valtopina, dove l’inversione termica ha accentuato il raffreddamento notturno.

In questo contesto, la Protezione Civile dell’Umbria ha diramato un’allerta gialla per rischio ghiaccio valida per l’intera giornata di lunedì. Il Centro Funzionale di Foligno ha invitato cittadini e automobilisti alla massima prudenza, soprattutto nelle ore notturne e all’alba, a causa della formazione di ghiaccio stradale e del cosiddetto “vetrato”, particolarmente insidioso lungo le strade secondarie e nelle aree in ombra.

Lo scenario è però destinato a cambiare rapidamente con l’avvicinarsi di San Silvestro. Tra la serata di martedì 30 e la giornata di mercoledì 31 dicembre è atteso il transito di un impulso di aria fredda di origine artica.

Non si prevedono nevicate abbondanti o eventi estremi, ma una rapida e decisa intensificazione del freddo accompagnata da venti sostenuti di Grecale e Tramontana. Le correnti settentrionali contribuiranno a rasserenare i cieli, facendo però crollare ulteriormente le temperature massime. In Appennino la neve potrà scendere a quote basse e non si esclude la comparsa di qualche fiocco anche su settori collinari, più scenografico che significativo.

L’ondata di freddo disegna un’Umbria dai molti volti. In Altotevere e nell’area di Città di Castello il paesaggio resta cristallizzato dalla brina fino a tarda mattinata, mentre nella fascia appenninica tra Gubbio e la pedemontana cresce l’attesa per l’arrivo del fronte artico.

Nella Valle Umbra e nella Conca Ternana il freddo ristagna nei fondovalle, rendendo critiche le condizioni per la circolazione. Perugia vive una situazione a doppia velocità: vento e cieli limpidi sui colli, rischio ghiaccio persistente nelle zone più basse.

Secondo gli esperti di Perugia Meteo, però, questa fase invernale avrà vita breve. Già dai primi giorni di gennaio 2026 è atteso un deciso cambio di scenario, con l’ingresso di aria più mite di origine mediterranea. Dal 2 gennaio sono previste piogge diffuse, anche in montagna, e tra il 3 e il 4 gennaio le temperature potrebbero portarsi fino a 5-6 gradi sopra la media. Un ribaltone che conferma quanto il quadro meteorologico resti dinamico e imponga cautela nelle previsioni a lungo termine.

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