Approvata l’anticipazione e a Terni riparte il cantiere di Collestatte
Il cantiere del palazzo dell’ex Comune di Collestatte torna operativo dopo nove mesi di immobilismo, segnando una svolta attesa da tempo dalla comunità locale. La decisione del Comune di Terni di autorizzare l’anticipazione di cassa, arrivata con un anno di ritardo rispetto alle prime sollecitazioni, permette ora di riattivare un intervento finanziato integralmente dalla Regione Umbria durante la presidenza Lorenzetti.
Il nodo dei fondi e il ruolo della Regione
A dicembre, il presidente della Commissione Bilancio regionale, Francesco Filipponi, aveva confermato la presenza dei circa 220 mila euro ancora disponibili nel capitolo dei residui del terremoto. Risorse già destinate al Comune di Terni e pronte a essere trasferite non appena l’opera sarà completata. Il lungo stallo, sottolineano fonti locali, non è dipeso dalla Regione, che ha svolto esclusivamente un ruolo finanziario, ma dalla gestione comunale, chiamata a coordinare una semplice partita di giro senza dover investire risorse proprie.
Ritardi, omissioni e responsabilità amministrative
La comunità di Collestatte ha assistito per mesi a un cantiere fermo, mentre l’amministrazione comunale non interveniva per sbloccare la situazione. Una mancanza di attenzione che ha alimentato malumori, soprattutto considerando che l’immobile rappresenta un presidio storico e identitario per la frazione.
Le recenti dichiarazioni del vicesindaco Corridore, che sui social ha lamentato l’assenza del certificato di fine lavori, hanno ulteriormente acceso il dibattito. La replica è stata immediata: il certificato non può essere rilasciato perché i lavori non sono conclusi, mancano ancora finiture interne e alcuni infissi. A ciò si aggiunge un dettaglio simbolico: la ruspa che, secondo quanto annunciato, sarebbe dovuta essere rimossa martedì scorso, è ancora presente nell’area del cantiere.
Il confronto politico e le tensioni interne
Le critiche rivolte al vicesindaco non riguardano solo le sue dichiarazioni, ma anche la mancata assunzione di responsabilità da parte dell’amministrazione comunale. L’immobile è infatti di proprietà del Comune di Terni, e la Regione non ha alcun ruolo operativo nella gestione dei lavori. Le tensioni politiche interne, con il vicesindaco spesso isolato in giunta e smentito in aula consiliare, hanno contribuito a un clima di confusione che non ha giovato alla chiarezza amministrativa.
L’obiettivo: restituire la sede storica alla comunità
Al di là del confronto politico, l’urgenza condivisa è quella di chiudere rapidamente il cantiere e restituire a Collestatte la sua sede storica, rinnovata grazie ai fondi regionali destinati alla riparazione dei danni del terremoto. La ripartenza dei lavori rappresenta un passo decisivo verso la conclusione di un intervento atteso e necessario, che potrà finalmente restituire alla frazione un luogo simbolico della propria identità civica.

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