Studentato a San Bevignate, Barelli, la regione dica se lo vuole oppure no

Studentato a San Bevignate, Barelli, la regione dica se lo vuole oppure no

da Urbano Barelli (Vicesindaco)
Studentato a San Bevignate, Barelli, la regione dica se lo vuole oppure no.
Il Tar Umbria ha deciso che lo studentato davanti a San Bevignate si dovrà costruire. A nulla sono valse le ragioni della Soprintendenza per i beni paesaggistici dell’Umbria che l’11 gennaio scorso ha ribadito il no allo studentato per ragioni di tutela paesaggistica. La colpa della Soprintendenza è quella di avere in precedenza detto si (il 4 settembre del 2008) e quel si, secondo il Tar, poteva essere superato solo con un’approfondita motivazione.

La Soprintendenza lo ha fatto con il nuovo atto poi impugnato, ma il Tar non l’ha ritenuta sufficiente. Né sono valse le ragioni del Comune di Perugia che, nello stesso giudizio, ha integrato il no della Soprintendenza con la mancanza o sopravvenuta carenza di interesse pubblico comunale al progetto. Contro la sentenza del Tar Umbria la Soprintendenza ed il Comune di Perugia ricorreranno al Consiglio di Stato.

In attesa di tale seconda decisione, il Prefetto, nominato commissario ad acta dal Tar, dovrà dare esecuzione alla stessa sentenza con facoltà di adottare “le opportune prescrizioni ai fini della mitigazione dell’impatto paesaggistico dell’intervento”.

Nel frattempo, però, l’Adisu, sta per inaugurare un nuovo studentato a Monteluce con 150 posti, avendo poco lontano anche il Collegio Favarone con 115 posti letto. Considerato il trasferimento del dipartimento di medicina al Silvestrini e la riduzione a 23 mila degli iscritti alla nostra università, occorre chiedersi se ci sia ancora una reale esigenza di costruire un altro edificio per un altro studentato nella stessa zona.

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La Giunta comunale di Perugia ha già dichiarato di essere contraria alla nuova costruzione. Il progetto però è dell’Adisu, ente strumentale della Regione Umbria, ed è cofinanziato dalla stessa Regione su terreno in parte della medesima Regione. Cosi come è la stessa Regione Umbria a rilasciare l’autorizzazione paesaggistica, dopo il parere della Soprintendenza. Pertanto sono questi due gli enti che devono dire se vogliono realmente costruire lo studentato davanti alla chiesa templare di San Bevignate, oppure vogliono solo evitare di risarcire i danni che sta chiedendo l’impresa aggiudicatrice dell’appalto.

Ma a questo punto il problema per loro non è solo quello di limitare la responsabilità in capo a chi ha gestito l’Adisu quando l’autorizzazione positiva è stata fatta scadere. Si parla di più di un milione, forse due, con 80/100 mila euro di spesa di approntamento del cantiere che sembra siano già oggetto di un contenzioso davanti al Tribunale civile e, quindi, di un possibile interesse della Corte dei Conti.

Ora il rischio è molto più alto ed è quello di una nuova e più corposa responsabilità in capo a chi si ostina a voler costruire un’opera del valore di circa 12 milioni che nel frattempo è diventata inutile, perché concepita nel 2003 quando l’università aveva 35mila studenti e progettava di portare tre facoltà in via del Giochetto e perché in zona a breve saranno ben due gli studentati presenti.

Un’opera che se è inutile per l’università è invece dannosa per la città, perché il palazzone in cemento armato dell’Adisu e della Regione Umbria andrebbe a stravolgere una zona di particolare pregio paesaggistico dove ci sono il Cimitero Monumentale e la straordinaria chiesa templare di San Bevignate. Adesso che il Tar ha nominato commissario il Prefetto di Perugia, e prima ancora che sia il Consiglio di Stato a pronunciarsi, è arrivato il momento che la Giunta regionale dica con chiarezza ai cittadini di Perugia che cosa vuol fare dello studentato progettato davanti a San Bevignate.

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