Riforma Province: UPI si batte per ruolo centrale ed efficiente
L’UPI, l’Unione delle Province Italiane si batte da anni affinché le province tornino ad avere un ruolo centrale ed efficiente, con personale e risorse certe attraverso una riforma chiara completa e ben strutturata con il ritorno alla elezione diretta degli organi di governo, Presidente e Consiglieri e con il riconoscimento di adeguate funzioni che permettano a questo Ente di svolgere il ruolo di coordinamento dello sviluppo del territorio già previsto nel TUEL – Testo Unico Enti Locali.
di Giancarlo Lunghi
Le proposte di legge all’esame del Parlamento prevedono anche che il numero degli Assessori e dei Consiglieri siano stabiliti sulla base della popolazione anche se si vogliono aumentare rispetto a quelli attuali ma non c’è convergenza unanime sul numero dei componenti degli organi, pur prevedendo una rappresentanza del mondo femminile del 40%.
Riguardo al meccanismo elettorale la Circoscrizione coincide con il territorio della Provinciaed è divisa in collegi da un minimo di tre ad un massimo di otto seggi, ma ancora è tutto da decidere.
Il Centro destra ed in particolare la Lega, propone che il Presidente venga eletto al primo turno raggiungendo il 40% dei voti, così come avviene già in Sicilia e non il 50% più uno come avviene attualmente per tutti Sindaci, in quanto ritengono che i loro elettori sono restii e poco motivati a tornare a votare al secondo turno, due settimane dopo per il ballottaggio.
La bozza di riforma non prevede la possibilità di voto disgiunto e stabilisce l’incompatibilità tra Assessori e Consiglieri dando la possibilità ai primi dei non eletti di entrare in Consiglio.
Le Province sono enti di area vasta che esercitano funzioni importanti quali la redazione di unpiano strategico del territorio provinciale, la pianificazione dello stesso, la tutela e valorizzazione dell’ambiente,la organizzazione dei servizi pubblici, a partire dai trasporti, la promozione e il coordinamento dello sviluppo economico e sociale e dei sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione nonché la raccolta eil controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità tra donne e uomini.
Una dei compiti primari è la gestione, la manutenzione, ilmiglioramento e la realizzazione di strade provinciali che hanno grande importanza data la notevole estensione delle stesse, per il traffico tra piccoli e medi borghi e le città più grandi,nonché le competenze in materia di edilizia scolastica con le scuole che vanno notevolmente migliorate sia per garantire la sicurezza di studenti ed insegnanti ma anche per dotarle nuovi impianti che utilizzano le energie rinnovabili per risparmiare anche sui costi energetici.
Il tema più delicato delle nuove province riguarda la dotazione di personale e delle risorse,notevolmente ridotte con la riforma del 2014, anche a causa della situazione economica e finanziaria del paese circa dieci anni fa.
Questo problema è stato fatto rilevare soprattutto dalle forze di opposizione che si battono affinché vengano chiarite funzioni e finanziamenti per evitare di trovarsi di nuovo in difficoltà, anche perché sembra che l’obbiettivo della maggioranza di centro destra che governa il paese sia di portare avanti un progetto di legge concepito più per collocare rapidamente personale politico che per il rilancio effettivo delle Provincia,intese come ente intermedio tra i Comuni e le Regioni.
Come in tutti i progetti di legge si cerca di inserire anche dell’altro come ad esempio il terzo mandato per tutti i Sindaci, attualmente limitato ai comuni fino a 5 mila abitanti per dare maggiore continuità all’azione amministrativa e per realizzare in tempi più lunghi i programmi predisposti dalle Amministrazioni comunali.
Per quanto riguarda la nostra regione e le due province di Perugia e Terni andrà definita la questione relativa all’inserimento di alcuni territori ed in particolare Spoleto e il suo comprensorio e la Valnerina,
nella provincia di Terni come chiedono in molti per un riequilibrio territoriale e per la vicinanza con Terni oppure continuare a far parte di quella di Perugia.
In conclusione essendo le Province previste all’articolo 114 della Costituzione insieme ai Comuni, alle Città metropolitane e alle Regioni, enti autonomi con propri statuti poteri e funzioni, è sicuramente positivo il fatto di restituire ai cittadini la possibilità di esprimere di nuova la propria scelta su chi li deve rappresentare e con cui interloquire direttamente come organismi di prossimità al servizio dei cittadini utenti.

Le Province andrebbero abolite. Purtroppo, sono previste dalla Costituzione.