Passerella a Ponte Pattoli: il Comune boccia l’opera sul fiume

Passerella a Ponte Pattoli: il Comune boccia l'opera sul fiume
nella foto: Elena Fruganti

Rammarico per il no al collegamento ciclopedonale a Perugia

Perugia, 2 aprile 2026 – La politica cittadina si spacca sulla realizzazione di una nuova infrastruttura dedicata alla mobilità dolce. Durante l’ultima seduta della III Commissione, la maggioranza ha respinto l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Elena Fruganti, esponente del Gruppo Fratelli d’Italia. Il documento richiedeva ufficialmente l’avvio di uno studio di fattibilità tecnico-economica e la contestuale ricerca di fondi esterni per costruire una passerella ciclopedonale sul fiume Tevere. L’opera, attesa da tempo dai residenti, avrebbe dovuto collegare le due sponde del centro abitato di Ponte Pattoli, favorendo il superamento delle barriere naturali che oggi frammentano il territorio, come riporta il comunicato di Elena Fruganti – Consigliera comunale Gruppo FD

La proposta nasce da un’esigenza sentita direttamente dalla cittadinanza e mira a risolvere una storica frattura geografica. Attualmente, la frazione soffre una divisione strutturale che penalizza soprattutto la parte antica del paese, soggetta a un progressivo declino demografico e commerciale. La costruzione della passerella non rappresenta solo un intervento di micro-urbanistica locale, ma si configura come un tassello fondamentale per la rete ciclabile regionale. Infatti, l’infrastruttura permetterebbe di unire il tracciato che risale da Ponte San Giovanni con i percorsi diretti verso Umbertide e l’Abbazia di Montecorona, creando un corridoio verde senza soluzione di continuità e di grande impatto turistico.

Il rammarico espresso dalla consigliera Fruganti scaturisce dalla netta contraddizione tra il dibattito in aula e l’esito del voto finale. Secondo quanto riferito, molti rappresentanti della coalizione di governo avrebbero riconosciuto il valore progettuale dell’opera, salvo poi optare per una bocciatura compatta in fase di votazione. Tra le motivazioni emerse, avrebbe pesato la valutazione sulla dimensione ridotta della frazione, un criterio giudicato incoerente rispetto alle promesse elettorali sulla valorizzazione delle periferie. Questa scelta viene interpretata dall’opposizione come il prevalere di logiche di schieramento politico rispetto a un’analisi oggettiva delle necessità del territorio e dei suoi abitanti.

Nonostante lo stop ricevuto in sede di commissione, la partita politica non si considera affatto chiusa. L’obiettivo dichiarato è quello di trasferire la discussione in Consiglio comunale per sollecitare una riflessione più ampia e lungimirante. La richiesta di uno studio di fattibilità, d’altronde, non avrebbe comportato oneri immediati o vincoli finanziari insostenibili per le casse municipali, ma avrebbe permesso di intercettare potenziali co-finanziamenti europei o regionali. Il rilancio dell’area nord di Perugia resta dunque appeso alla volontà di investire in infrastrutture capaci di generare un volano economico attraverso il turismo lento e la riqualificazione urbana delle zone più distanti dal centro storico.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*