II Commissione consiliare, approvata vendita azioni della Minimetrò S.P.A.

II Commissione consiliare, approvata vendita azioni della Minimetrò S.P.A., con 9 voti a favore (maggioranza) e 3 contrari (opposizione)
II Commissione consiliare, approvata vendita azioni della Minimetrò S.P.A., con 9 voti a favore (maggioranza) e 3 contrari (opposizione)

II Commissione consiliare, approvata vendita azioni della Minimetrò S.P.A.

La II Commissione consiliare permanente “Bilancio”, presieduta da Alessio Fioroni, ha espresso parere favorevole, con 9 voti a favore (maggioranza) e 3 contrari (opposizione), sulla “preconsiliare n. 5141 del 22/12/2021: Minimetrò S.P.A. – Alienazione azionaria – Provvedimenti”.


Fonte Ufficio Stampa
Comune di Perugia


Illustrando l’atto l’assessore alle partecipate Cristina Bertinelli ha ricordato che il Comune è proprietario di 6.090 azioni della Minimetrò Spa, pari al 70% del capitale. Nel 2018 il Consiglio comunale ha deliberato di procedere alla vendita di tali azioni quale misura correttiva per ripianare il disavanzo tecnico di amministrazione accertato con il rendiconto di gestione per il 2014. Sono stati affidati a un professionista due incarichi (il primo nel 2020, il secondo, di aggiornamento, nel 2021) per la perizia di stima del valore delle azioni detenute dal Comune in Minimetrò S.p.A. E’ quindi emerso che il valore della partecipazione è pari a oltre 11 milioni di euro, somma che sarà individuata quale base di asta.

La procedura di vendita, secondo quanto evidenziato da un legale incaricato per l’assistenza al rup della gara, è attuabile non essendo in contrasto con lo statuto della Minimetrò, né con l’accordo di programma sottoscritto con il ministero delle Infrastrutture, né con il contratto di servizio vigente tra l’Ente e la società.

La gara, in ogni caso, dovrà essere riservata solo a favore di “una società di capitali che, per l’oggetto, offra la possibilità di fornire direttamente servizi qualificati o tecnologie ricompresi fra quelli previsti nell’oggetto sociale” (in sostanza un “socio industriale”).

Inoltre, il socio privato di Minimetrò, che è anche socio industriale, potrà esercitare il diritto di prelazione come previsto per legge.

Molteplici, secondo l’amministrazione comunale, sono i vantaggi che deriverebbero dalla vendita delle azioni. Tra questi, l’introito di una somma importante (circa 11 milioni), che andrà a beneficio del saldo di cassa, con minori interessi passivi sull’anticipazione di tesoreria, e contribuirà a ripianare il disavanzo tecnico accertato con il rendiconto di gestione dell’esercizio 2014. Tale disavanzo, ha precisato Bertinelli, “era pari a 35 milioni ed è stato ridotto a circa 21 milioni”. Benefici indiretti emergerebbero, inoltre, in relazione alle fideiussioni rilasciate dal Comune alla Minimetrò sui mutui assunti (subentrerebbe il soggetto aggiudicatario della procedura di alienazione) e all’abbattimento dei costi accessori del servizio.

Di qui la proposta della Giunta di alienare al prezzo a base d’asta di 11.181.483,60 euro le azioni detenute in Minimetrò S.p.A. con procedura che rispetti i principi di pubblicità, trasparenza e non discriminazione mediante pubblicazione di apposito avviso. Nel bando di gara sarà anche esplicitato che qualsiasi intervento progettuale sulla linea dovrà essere subordinato alla preventiva valutazione di compatibilità finanziaria da parte del Consiglio comunale. Quindi, “il Comune avrà la possibilità di esercitare un controllo su eventuali altre tratte”.

Secondo l’assessore Bertinelli, “l’alienazione delle quote è un’opportunità per il Comune perché determinerebbe anche economie di scala per il subentrante. Tale soggetto potrebbe creare economie anche nella gestione del servizio, con riflessi favorevoli sull’attuale contratto di servizio che ha una incidenza molto rilevante sulla spesa corrente”.

Aspetto, questo, sottolineato anche da Margherita Ambrosi, dirigente della unità operativa Mobilità e Infrastrutture, secondo la quale l’opportunità di reintrodurre nella compagine societaria un socio industriale consentirà di ottenere economie di scala e gestionali con potenziali riflessi sul corrispettivo annuo pagato dal Comune e benefici attesi sulla spesa corrente per tutta la durata della concessione. Ambrosi ha poi ricordato che la miglior offerta sarà individuata con il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa prevedendo tra gli elementi di valutazione anche elementi quali il price cap stabilito come valore limite per tutelare l’Ente da incrementi inaspettati del corrispettivo. Anche il dirigente dell’area Risorse, Mirco Rosi Bonci, ha confermato i benefici dell’operazione nei termini indicati da Bertinelli e Ambrosi.

E’ quindi intervenuto il consigliere Francesco Zuccherini (Pd), che ha ribadito le perplessità già espresse in precedenza in relazione all’alienazione delle quote di partecipazione, trattandosi di una società che si è rivelata “solida” sotto il profilo economico e in grado di garantire un servizio importante, anche se molte delle potenzialità dell’infrastruttura non sono sfruttate fino in fondo. Zuccherini ha anche chiesto l’ammontare del costo delle perizie.

Secondo Maria Cristina Morbello (M5s), “la proposta di alienazione è volta solo a fare cassa, tra l’altro con un decremento per il Comune di oltre un milione; la partecipazione del Comune è passata da 12 a 11 milioni per la riduzione dei flussi finanziari a causa del Covid. In sintesi, ci viene chiesto di approvare la vendita nel momento peggiore a un prezzo ridotto di oltre un milione. Non solo: l’inflazione è in ripresa. Perché vendere adesso e non aspettare che anche il prezzo delle azioni torni a crescere insieme ai suoi flussi di cassa?”. Per Morbello, ad ogni modo, “la politica non deve solo fare di conto ma, prima di ogni altra cosa, fare il bene comune. Il trasporto pubblico ha rilevanza strategica e quindi vanno salvaguardati gli assetti proprietari della società Minimetrò”. Per la consigliera sarebbe anzi “opportuno cercare di acquistare il 100 per cento della società per organizzare il servizio nell’interesse della comunità”, anche perché “chi spenderà 11 milioni per avere il 70 per cento della Minimetrò vorrà riaverli con gli interessi”, cioè “attraverso biglietti e sovvenzioni pubbliche”, sicché “alla fine pagheranno i perugini”. In conclusione la consigliera ha chiesto rassicurazioni sul fatto che il Comune sarebbe comunque effettivamente alleggerito dalle fideiussioni.

Bertinelli ha confermato tale aspetto, sottolineando che la vendita è necessaria, oltre che per il rilevante disavanzo ancora da coprire, anche per rendere i bilanci futuri meno vincolati nella parte corrente. “Nel merito del servizio trasportistico – ha anche detto l’assessore – è evidente che anche l’approvazione del BRT porterà a una sistemazione delle funzionalità del minimetrò potenziandole e migliorandole”.

La dirigente Ambrosi ha poi chiarito: “Riguardo al timore che la vendita delle azioni porti a un passo indietro del Comune rispetto al servizio, non è così. Ora il Comune ha un doppio ruolo, come ente concedente del servizio di trasporto pubblico e come proprietario del soggetto che gestisce il servizio. Con l’alienazione delle quote non si abdica alla potestà come ente concedente del servizio. Il controllo resta in capo al Comune”.

Il dirigente Rosi Bonci, dal canto suo, ha precisato che il costo della perizia e del relativo aggiornamento ammonta a 18.900 euro.

È quindi intervenuta la consigliera Cristiana Casaioli (Progetto Perugia), ricordando che “la società Minimetrò è nata per la progettazione, realizzazione e gestione del minimetrò; per gran parte delle sue funzioni, quindi, ha raggiunto il suo scopo. Rimane solo la gestione fatta anche in outsourcing. Avere una partecipazione così rilevante in una società dalla struttura così semplice è poco conveniente. Soprattutto, spero che l’operazione possa consentire di avere un bilancio comunale meno ingessato”.

Francesca Tizi, capogruppo M5s, come nelle precedenti sedute, ha espresso dubbi sull’alienazione per una serie di motivi: il momento storico della vendita (“rispetto alla stima di un anno fa abbiamo una diminuzione di un milione”), l’esigenza di approfondire la possibilità di liberare l’Ente dalle fideiussioni e, infine, le perplessità e le paure manifestate in passato dai rappresentanti dei lavoratori rispetto all’operazione. “Nella proposta di deliberazione non si fa cenno alla situazione dei dipendenti, che oggi neppure vengono ascoltati”, ha sottolineato Tizi.

Quanto alle fideiussioni, Rosi Bonci ha precisato che l’aspetto del subentro dell’aggiudicatario andrà esplicitato negli atti di gara; riguardo alla situazione dei lavoratori, per il dirigente il venir meno della partecipazione azionaria del Comune non inciderebbe sui contratti di lavoro in essere. Ambrosi ha specificato che il personale connesso alla gestione del servizio non dipende dalla società Minimetrò. I dirigenti hanno comunque affermato che saranno fatti gli approfondimenti necessari valutando eventuali clausole di salvaguardia.

Tizi ha ricordato che nel febbraio 2020 furono sentiti esponenti dei sindacati e in quella circostanza emersero perplessità sul cambiamento dell’assetto societario proprio in relazione alla questione del personale. Dubbi definiti legittimi anche dal consigliere Zuccherini.

Prima di passare alla votazione dell’atto, è stata quindi messa ai voti la mozione di Tizi che chiedeva la possibilità di ascoltare i rappresentanti sindacali, mozione respinta con 9 voti contrari e 3 favorevoli.

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