Auto a metano con bombole al carbonio Umbria, sta per terminare l’incubo per migliaia di umbri

Auto a metano con bombole al carbonio Umbria, sta per terminare l’incubo per migliaia di umbri

La Regione non può tollerare oltre che gli umbri che hanno acquistato un’auto a metano continuino ad essere penalizzati da una burocrazia asfissiante che li obbliga ad andare da anni in altre regioni per effettuare la revisione biennale alle bombole ultraleggere al carbonio. E’ per questo che abbiamo iniziato da mesi tutta una serie di approfondimenti per far cessare questo calvario che ad ogni famiglia costa moltissimo, fa perdere giorni nell’uso dell’auto con danni evidenti, costringendo a percorrere centinaia di chilometri per assolvere ad un obbligo inerente la sicurezza.


da Enrico Melasecche, Assessore Infrastrutture e Trasporti


Situazione questa penalizzante nei confronti di coloro che hanno una particolare sensibilità ambientale ed hanno fatto una scelta di utilizzare un carburante con minori emissioni inquinanti. Abbiamo interessato il Sottosegretario con delega alla Motorizzazione, Senatrice Teresa Bellanova, chiedendo un suo urgente intervento in proposito e si percepiscono alcuni segnali di cambiamento.

Come è noto le bombole CNG4 per il contenimento di metano da autotrazione, installate sin dall’origine sui veicoli M1 ed N1 ed omologati secondo la direttiva 2007/46/CEE, devono essere sottoposte a revisione periodica che deve avvenire, il linea con le attuali tecniche costruttive ed al regolamento ECE, senza lo smontaggio delle bombole.

La revisione deve essere effettuata la prima volta dopo quattro anni dall’ immatricolazione del veicolo e successivamente ogni due anni. La revisione, circolare prot 7865 del 27 marzo 2015, è di competenza degli uffici della Motorizzazione Civile.

Per i residenti in Umbria questo adempimento è diventato da anni un problema serio in quanto, al di là delle dichiarazioni formali da parte della Motorizzazione Civile, la verità è che nessuna officina si rivolgeva più agli uffici locali, sapendo benissimo quali sarebbero state le conseguenze.

Ma la soluzione di andare personalmente o mandare la propria auto in Toscana, nelle Marche o nel Lazio è diventata sempre più difficoltosa e con esito incerto in quanto, a causa del grande afflusso di autoveicoli provenienti dall’Umbria, i tecnici della Motorizzazione delle altre regioni hanno imposto autocertificazioni da produrre per essere accettati e comunque accade che gli interessati, oltre all’addebito di costi molto i elevati per una semplice revisione, vedano tornare le proprie auto senza ottenere la revisione a causa di cavilli inspiegabili.

Abbiamo chiesto pertanto al Ministero una revisione della materia a livello nazionale, assegnando alle officine autorizzate la possibilità di effettuare questi controlli, come accade già per le normali revisioni, oppure intervenendo presso la Motorizzazione regionale affinché provveda alle proprie incombenze come avviene nel resto del Paese con efficienza, disponibilità ed economicità come è dovere di qualsiasi pubblica amministrazione. Abbiamo inoltre sollecitato un incontro chiarificatore al Ministero  in modo da affrontare questa situazione incresciosa e dare risposte alle migliaia di automobilisti umbri vessati ingiustamente.

Un primo segnale c’è stato con la revisione effettuata pochi giorni fa ad Orvieto di sole quattro automobili mentre tutto il resto dell’Umbria attende una regolarizzazione nella massima trasparenza. Sollecitiamo quindi da parte della Direzione Regionale della Motorizzazione Civile una informativa che spieghi cosa occorre fare per ripristinare una situazione di normalità.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*