Verso Arezzo-Perugia di lunedì sera, le trasferte di una volta al Derby dell’Etruria

la tifoseria biancorossa rappresenta quello che viene definito il Derby dell'Etruria

Verso Arezzo-Perugia di lunedì sera, le trasferte di una volta

Verso Arezzo-Perugia di lunedì sera, le trasferte di una volta al Derby dell’Etruria

Verso Arezzo-Perugia – E’ una domenica senza calcio giocato per tutti coloro che hanno a cuore le sorti della squadra del capoluogo di Regione. Il Perugia di mister Baldini e del presidente Santopadre, tornato a parlare e comunicare (a suon di bacchettate contro tutto e contro tutti) con la città ed i tifosi in occasione della cena natalizia con la squadra e gli sponsor, sarà di scena ad Arezzo lunedì sera con inizio gara alle ore 20.30.

di Gianluca Drusian

Trasferta che, la tifoseria biancorossa, rappresenta quello che viene definito il Derby dell’Etruria e che per quei tifosi giovani negli anni 80-90 va ad identificare la partita delle partite tra due squadre e città non facenti parte della stessa regione ma, appunto, aventi una stessa origine storica (in epoca addirittura augustea) e, di fatto, confinanti e divise da pochi chilometri di strada.

Nei giornali e sul web da sempre vengono rievocate e spiegate le origini dei contrasti e della inimicizia storica in primis tra le due città (il tutto si fa risalire alla distinzione tipica dell’età medioevale tra città Guelfa, Perugia e Ghibellina, Arezzo e le guerre di confine vinte a volte da una ed a volte dall’altra parte con episodi guerreschi anche particolari come la giostra o corsa con i cavalli montati da donne aretine effettuata dai Perugini sotto le mura nemiche a mo’ di dileggio avversario ed altrettanti episodi a senso invertito) e poi tra le tifoserie (per farla corta su una storia che ha un antefatto nell’anno precedente, il fattaccio che segna la frattura definitiva rimane quello della partita del 11.05.1975 con la vittoria del Perugia di Castagner per tre a due con rete di Scarpa a fine gara e con il Perugia promosso in A e l’Arezzo retrocesso in c nella quale partita sarebbe bastato ad entrambi un pareggio per raggiungere i propri obiettivi) ma oltre a questo ci sono anche storie vissute tra i tifosi che rimarranno nella hall of fame dell’album dei ricordi della curva perugina.

Le prime trasferte allo stadio aretino degli anni 80 rimarranno in qualche maniera epiche. Quelle del novembre del 1984 e del 1986 saranno ricordate come delle vere e proprie avventure vissute da chi c’era anche con una eccessiva dose di follia e pericolosità. Le partenze con il treno senza orgnizzazione alcuna (e senza biglietto mai stato nominativo, tra le altre cose) con il solo Mimmo che prendeva i nomi dei partenti il sabato pomeriggio in attesa sotto l’orologio di via dei Priori, i treni della Mua presi come carro merci nei quali si aspettava salissero tifosi ad ogni fermata da Perugia a Terontola già territorio avversario, i cortei in città senza scorta, purtroppo anche gli episodi di incidenti con arresti e feriti, gli striscioni rubati (Cua ed altri dai perugini ed il bellissimo Furie rosse dagli aretini), viaggi incredibili di ritorno dallo stadio fatti dentro il cellulare della polizia nel timore delle autorità che le cose diventassero troppo pesanti, ragazzi che oggi non ci sono più ma che all’ora erano ragazzi conosciuti da tutti, sono fatti che per anni hanno alimentato l’immagine quasi eroica (pur condannando ogni forma di violenza) di questo avvenimento calcistico ed extracalcistico e di come sono state vissute dai tifosi biancorossi.

Altre trasferte, dal 1990 in poi (anche se questo derby non ha avuto molte occasioni di ripetersi vuoi le differenze di militanza di categoria tra le due squadre), si sono svolte con maggiore tranquillità grazie anche alla maggiore attenzione prestata dagli organi organizzatori e dalle forze di polizia.

Con l’avvento degli anni duemila fino ai giorni nostri, invece, il derby ha dovuto subire il drastico

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