Treno soppresso da Roma, caos tra i pendolari umbri in viaggio

Disagi sulla linea, proteste e scontro politico sui trasporti

I pendolari umbri tornano a fare i conti con nuovi disagi sulla linea ferroviaria tra Roma e l’Umbria. L’episodio che ha riacceso le proteste riguarda il regionale veloce 4514, previsto in partenza da Roma Termini alle 17 con fermate a Terni, Spoleto e destinazione finale Foligno. Il treno è stato cancellato, lasciando centinaia di viaggiatori senza il collegamento previsto.

Per chi ogni giorno raggiunge la capitale per motivi di lavoro o di studio, la situazione rappresenta l’ennesimo episodio di una lunga serie di criticità che interessano la mobilità ferroviaria tra Lazio e Umbria. La soppressione del convoglio ha costretto i passeggeri ad attendere il treno successivo, in partenza un’ora più tardi da Roma Termini verso Perugia.

L’attesa si è trasformata in un ulteriore disagio a causa delle elevate temperature e dell’affollamento registrato nei pressi dei binari 1 e 2 Est della stazione romana. Il successivo regionale veloce è stato preso d’assalto dai viaggiatori rimasti a terra, con inevitabili difficoltà nel trovare posto a bordo.

A rendere ancora più complicato il viaggio è stato anche l’instradamento del convoglio sulla linea lenta, con un conseguente allungamento dei tempi di percorrenza.

La vicenda ha raccolto numerose segnalazioni sui social network, dove i pendolari hanno espresso il proprio malcontento. Nel gruppo Facebook “Vita da Pendolari in Umbria” diversi utenti hanno denunciato non solo la cancellazione del treno delle 17, ma anche il ritardo superiore ai cinquanta minuti accumulato dal regionale veloce 4732, partito successivamente da Roma. Nei commenti viene evidenziato come dietro ogni ritardo o soppressione ci siano persone che devono conciliare gli spostamenti con gli impegni di lavoro, studio e vita familiare.

Le proteste dei viaggiatori hanno trovato eco anche nelle istituzioni regionali. L’assessore ai Trasporti della Regione Umbria, Francesco De Rebotti, ha definito quanto accaduto una situazione inaccettabile, sottolineando come tutti i passeggeri del treno soppresso siano stati costretti a riversarsi sul convoglio successivo, già particolarmente affollato e instradato sulla linea lenta.

Secondo l’assessore, la situazione rappresenta ormai un’emergenza che coinvolge l’intero sistema dei collegamenti ferroviari tra Umbria e Lazio.

Sul fronte politico è arrivata anche un’iniziativa del Consiglio regionale. La consigliera del Partito Democratico, Letizia Michelini, ha presentato una mozione urgente per affrontare le criticità che interessano il servizio ferroviario e chiedere interventi per migliorare l’affidabilità dei collegamenti utilizzati quotidianamente dai pendolari umbri.

La vicenda ha alimentato anche il confronto tra maggioranza e opposizione. Dal Consiglio regionale è intervenuto il consigliere della Lega, Enrico Melasecche, che ha replicato alle dichiarazioni dell’assessore De Rebotti richiamando la nomina all’Autorità di Regolazione dei Trasporti, attribuita all’allora ministro Danilo Toninelli nel corso del precedente Governo. Melasecche ha inoltre rivolto critiche all’attuale amministrazione regionale sul tema della gestione del trasporto ferroviario.

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