Food delivery a Perugia: piattaforma non paga e cerca personale
La situazione dei lavoratori nel settore del food delivery a Perugia e in Umbria rimane problematica, con le condizioni di lavoro dei rider e driver delle principali piattaforme che non sono migliorate rispetto al periodo pandemico. L’organizzazione sindacale NIDIL CGIL ha nuovamente portato all’attenzione del Comune di Perugia e della nuova Giunta le sue proposte per tutelare i diritti dei lavoratori, chiedendo anche l’istituzione di un tavolo di confronto sul lavoro tramite piattaforme digitali. Il fine è ottenere una normativa regionale che estenda ai lavoratori del settore i diritti minimi, ancora assenti.
I lavoratori del settore sono inquadrati in diverse modalità contrattuali, che spaziano dai collaboratori occasionali, ai dipendenti fino ai liberi professionisti con partita IVA, ma in tutti i casi la condizione di lavoro è caratterizzata da grandi differenze nei diritti e nelle tutele. Ciò che accomuna questi lavoratori è l’utilizzo delle strade di Perugia come luogo di lavoro e la costante dipendenza dall’algoritmo che regola in maniera poco trasparente le loro vite lavorative.
A complicare il quadro già difficile c’è la situazione della piattaforma nazionale che impiega un numero ridotto di lavoratori nella provincia di Perugia. Negli ultimi anni, NIDIL CGIL e l’Ufficio Vertenze legali della CGIL hanno intrapreso diverse azioni sindacali contro l’azienda, ottenendo il riconoscimento della subordinazione dei lavoratori e l’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) per il settore, con accordi economici favorevoli ai lavoratori.
Tuttavia, l’azienda ha ignorato le richieste di incontro da parte del sindacato, che da un anno cerca di risolvere il problema dei pagamenti arretrati. Molti lavoratori lamentano ritardi nei compensi, in alcuni casi mai corrisposti, e la trasformazione dei loro contratti in quelli di dipendenti di società cooperative senza aver firmato alcun contratto. Inoltre, l’azienda ha continuato a non rispondere alle convocazioni dell’Ispettorato del Lavoro, pur pubblicando annunci online per reclutare nuovi driver.
Secondo Eros Cozzari, dell’Ufficio Vertenze CGIL di Perugia, queste pratiche sono inaccettabili. “La situazione è grave – ha dichiarato Cozzari – e dimostra come l’azienda non rispetti i diritti dei lavoratori, continuando ad operare senza rendere conto a nessuno.” Il sindacato ha promesso di continuare a seguire la vertenza e di supportare l’attività dell’Ispettorato del Lavoro per garantire che le condizioni dei lavoratori vengano tutelate.
Andrea Marconi, di NIDIL CGIL Perugia, ha aggiunto che non è tollerabile che chi trae profitto dalle difficoltà di lavoratori fragili possa operare senza alcun controllo. “Si apre ora una nuova fase di mobilitazione e proposta – ha dichiarato Marconi – per garantire che anche nel settore del food delivery a Perugia e in Umbria venga finalmente riconosciuto un sistema di diritti, a partire dalla creazione di una Carta dei diritti per i lavoratori delle piattaforme digitali.”
Prossimi passaggi
A fronte della situazione attuale, NIDIL CGIL ha sottolineato la necessità di continuare le azioni vertenziali e di sostenere l’iniziativa legislativa per migliorare le condizioni di lavoro nel settore del food delivery. L’obiettivo finale è che anche i lavoratori del settore, che spesso vivono situazioni di grande precarietà, possano godere di una protezione giuridica adeguata.

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